La prova del nove è sicuramente il secondo disco con Tornillo in formazione: gli Accept hanno ancora idee valide ed ispirazione per continuare ad invecchiare professionalmente con dignità? La mia risposta è: assolutamente sì! Stalingrad è in tutto e per tutto un altro capolavoro di heavy metal, ripieno di canzoni da ascoltare a lungo a volumi assurdi (sconsigliate le cuffiette dell'iPod se non volete una cefalea fulminante dopo tre canzoni).Come di consueto, se al primo ascolto la canzone Stalingrad non mi ha entusiasmato, è un buon segno: al terzo ero già a cantarne i cori! La canzone, come tutto l'album, segue fedelmente lo stile Accept: due chitarre che sparano riff granitici a velocità non assurde, inframezzati da assoli intercambiabili, spessissimo con i loro caratteristici richiami classici (stile Metal Heart) una voce che appare sempre sull'orlo del collasso vocale (l'evoluzione di quella di Udo), ma che incredibilmente regge fino alla fine (ed in concerto l'effetto è identico), e la doppia cassa che tuona quasi costantemente in sottofondo.Hung, drawn and quartered, l'inizio del disco, mette immediatamente in evidenza che lo stile è quello del disco precedente e la potenza inalterata, i cori epici ci sono, i riff e gli assoli teutonici pure, la forma vocale è splendida: difficile trovare un inizio più azzeccato.Il resto del disco va avanti sulla stessa linea di tiro: canzoni tiratissime tra cori e riffs imponenti, con la costante della voce di Tornillo sempre al limite. Tra i pezzi migliori citerei anche: against the world, shadow soldier, the quick and the dead e l'ultima the galley, per fare anche notare il livello qualitativo mostruoso del disco dall'inizio alla fine. Ricordiamoci che anche i Metallica hanno preso spunto dagli Accept per inventare il genere trash di cui sono stati gli alfieri (anche se solo per i loro primi tre dischi). Unica avvertenza per l'ascolto: non vi aspettate cambi di marcia, lentoni alla Scorpions o momenti di tregua sonora: non fanno parte del loro stile.Il gruppo è vivo, vegeto e crea sempre musica da paura, il disco vale l'acquisto per ogni singolo brano (tanto vale quindi comprarlo tutto insieme) e li aspettiamo ancora in Italia per santificare un genere che non solo hanno creato, ma che sono tra i pochi in grado di mantenere inalterato (nessuno mi venga a parlare del prog-metal degli Iron Maiden, please!): l'Heavy Metal classico, senza fronzoli nè etichette è ancora vivo e questo disco ne è la prova!! (Michele Minuto)


