Si parte con un package accattivante, con immagini di strade che si perdono nel deserto e un titolo, Phillips 66, che sebbene riferito, secondo le note di copertina, all’età di John al tempo delle registrazioni, è anche il nome della più famosa (almeno negli States) marca di benzina, legata alla mitologia on the road. Il suono è decisamente californiano: qua e là si ritrovano echi byrdsiani, gorgheggi beach boys-style, chitarre acustiche e spruzzate country. La rivisitazione di California Dreamin’, che apre la selezione, è da brivido: la voce strascicata di John reinventa la melodia, più lenta e calda rispetto alla versione originale, e un coro in spagnolo la attualizza, facendo acquistare alla canzone un significato più profondo: la California di oggi non è più un sogno per nessuno, se non per le migliaia di latinos che premono sullo stressato border messicano. Le successive 11 tracce si mantengono su buoni livelli, il sound è rilassato ma non annoia. Citiamo Me And My Uncle, scritta da John e resa famosa da Judy Collins e dai Grateful Dead, la gradevole Babies e la gemma country Gram’s Song, dedicata a Gram Parsons, il genio scomparso del country rock, amico d’infanzia di John. (Roberto Baggiani)

