Giunta al quinto album, la cantante portoghese Ana Moura prova la non facile operazione di uscire dagli angusti confini del fado (che pure l'hanno portata a duettare con Mick Jagger in un concerto dei Rolling Stones; e anche in Italia qualcuno si è accorto di lei, se l'anno scorso nel disco di Pacifico interveniva splendidamente in "Pioggia sul mio alfabeto"). Con la produzione di Larry Klein, con Herbie Hancock in un brano ("Dream of fire"), qualche titolo in inglese ("Thank you" e "A case of you") il respiro diventa internazionale; ma la voce della Moura, sensuale, profonda e melanconica 'comme il faut', dà inevitabilmente il meglio sul suo terreno, come nella splendida "Desfado" o in "A fadista". E come tutti i grandi artisti riesce da sola a elevarsi oltre le ristrettezze del genere. (Danilo Di Termini)


