La copertina è quella di un disco di jazz, il titolo anche, però le analogie terminano qui, anche se il primo pezzo è sì una cover, ma si tratta di ‘California Earthquake’ di John Hartford; probabilmente il tenebroso cantautore scozzese intendeva riferirsi alla propria musica peccando un po’ di presunzione. Lasciato da parte l’ottimismo tutto newyorchese di ‘Antidepressant’ e l’essenzialità cantautorale di ‘Broken Record’, due tra i suoi migliori dischi di sempre, con ‘Standards’ Lloyd Cole cerca di tornare all’energia dell’esordio, il sempre piacevole ‘Rattlesnakes’, reclutando le sezione ritmica dell’epoca, Fred Mahler e Matthew Sweet e il tastierista Blair Cowan, anche lui nei Commotions; un ulteriore contributo viene da Joan Wasser (Joan As Police Woman) e dal figlio di Lloyd, Will. Si dice che Cole sia stato stimolato da ‘Tempest’ di Bob Dylan, invidiandone l’energia, a produrre un disco con gli attributi, elettrico, compatto, senza fronzoli e cedimenti. Cosi è stato, impresa riuscita, grandi canzoni, band impeccabile, unico neo il titolo pericolosamente fuorviante. (Fausto Meirana)


