Troy Andrews è ormai giunto al terzo album per la Verve, ma risulta sempre più difficile catalogarlo alla sezione jazz. Il trombonista preferisce muoversi in un ambito in cui convivono funk, rock e R&B (l'album è prodotto da Raphael Saadiq), come in fondo la tradizione della sua New Orleans impone. Ma se nei brani strumentali – come nell'unica cover dell'album “Be my lady”, vecchio brano dei Meters – riaffiorano ill vecchio sound della sua città con echi che arrivano fino alle brass-band di inizio novecento (i momenti migliori del disco), nei brani cantati, da una voce peraltro non indimenticabile, il lato più leggero ha decisamente il sopravvento. Come in “Be My Lady”, middle-tempo che sembra uscito da un disco di Kool & the Gang o peggio in “You and I”, insulso tentativo di hit pop. Impalpabile. (Danilo Di Termini)


