I primi momenti di Tall Tall Shadow impressionano: per fraseggio e timbro vocale pare di ascoltare Sandy Denny. Si tratta invece della ventinovenne canadese Basia Bulat e di Tall, Tall Shadow, suo terzo album. L’impegnativo paragone sfuma a poco a poco, mentre il disco assume una dimensione a metà fra i Fleetwood Mac versione Christine McVie e gli Arcade Fire (non a caso uno dei produttori è Tim Kingsbury, bassista del gruppo). Dunque Tall, Tall Shadow è il lavoro più pop di un’artista che in patria è ormai una figura mainstream e che stavolta cerca l’affermazione internazionale. L’ascendenza folk è ancora percepibile, ma l’insieme ha un’aria elegante e urbana. Non si esagera troppo in sofisticazione, per fortuna, e le canzoni migliori continuano ad avere quell’aria delicatamente autunnale che rendeva belli i dischi precedenti. (Antonio Vivaldi)


