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Rock Recensioni PRIMUS & THE CHOCOLATE FACTORY - With The Fungi Ensemble
 

PRIMUS & THE CHOCOLATE FACTORY - With The Fungi Ensemble PRIMUS & THE CHOCOLATE FACTORY - With The Fungi Ensemble Hot

Primus  The Chocolate FactoryÈ dal 1995 che Tim Alexander non sedeva dietro alla batteria per registrare un album completo con i Primus. Solo per questo motivo, la nuova fatica dei Primus & the Chocolate Factory with the Fungi Ensemble è da ascoltare. Il titolo dice tutto: è una rielaborazione completa della colonna sonora del film Willy Wonka & the Chocolate Factory del 1971. I Primus, che hanno suonato sempre in trio, sono ora affiancati dal Fungi Ensemble, ovvero Mike Dillon alla marimba e alle percussioni, e Sam Bass al violoncello. Questo è un retaggio delle sperimentazioni nell'ambito delle "Jam Bands" da parte di Les Claypool, iniziata anni fa durante lo iato decennale in cui fece precipitare il trio da lui creato. Nel pieno stile del trio Californiano, ci troviamo davanti ad un disco scuro, volutamente spettrale, ironico e asciutto. L'arrangiamento è scarno, quasi atonale. L'armonia è appena accennata dalla chitarra dell'ottimo (e troppo spesso sottovalutato) Larry Lalonde. La base ritmica è semplice ma incalzante.

Alexander emoziona con degli ostinati quasi etnici che ricordano tanto la sua più grande influenza, la musica juju. Fedeli a loro stessi, il contrabbasso utilizzato da Les durante tutto il disco costituisce il collante tra le atmosfere scarne e la voce sgraziata. Da un lato, la sua intonazione un po' approssimativa aggiunge tensione e dissonanza, dall'altro crea quel sound retrò che fornisce un background istantaneo all'ascoltatore. Gli effetti la fanno da padrone, soprattutto sulle parti di contrabbasso suonate con l'archetto. Ormai il suono "legnoso" dei primi lavori è un lontano ricordo. Per questo motivo, il contrasto analogico offerto dai Fungi Ensemble rende l'atmosfera ancora più lisergica e surreale. Valutare il disco a livello di singola traccia è inutile. Come per la versione originale della colonna sonora, tutti i pezzi sono idealmente progettati per supportare quanto accade nel film. È un esperimento al limite dello scherzo. È uno sberleffo ai canoni. È uno sfregio ad una tela. È un prodotto popolare passato e filtrato dalle mani di un trio che può vantarsi di fan che ai concerti urlano "Primus Sucks!" (I Primus fanno schifo). Farà volutamente schifo ai non attenti, a chi non vuole farsi cullare da minuti di tensione armonica risolta in un semplice cambio di microfono. Farà schifo a chi aspettava un disco dai suoni tondi. Rimane però, nel suo piccolo, una perla di avanguardia che merita di essere ascoltata, aggredita e sperimentata. È il prezzo della libertà artistica, dell'indipendenza e del guardare dritti negli occhi le persone in prima fila durante i live. Soprattutto, è il motivo che mi ricorda perché i Primus sono, almeno secondo me, la miglior band della storia della musica contemporanea. (Luca Caviglione)

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