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Rock Recensioni JOHN CARPENTER – Lost Themes
 

JOHN CARPENTER – Lost Themes JOHN CARPENTER – Lost Themes Hot

carpenterNon soltanto un immenso regista. John Carpenter è stato, ed è, anche un grande compositore. Le sue colonne sonore – sue perché è stato quasi sempre lui a scrivere le musiche per i propri film – hanno fatto scuola e ispirato tutti coloro che, dagli anni Settanta-Ottanta in poi, hanno sonorizzato gialli, horror e thriller. In particolare, da Ditretto 13 (1976) a Christine (1983) – passando per veri classici come Halloween (1978), The Fog (1980) e 1997: Fuga da New York (1981) – a Carpenter riuscì di definire in modo mirabile un nuovo rapporto tra suono e immagine, paesaggio musicale e pellicola, audio e video. L'elettronica di Carpenter – a parte alcune similitudini con i Tangerine Dream, i quali, però, alla musica per film arrivarono dopo di lui – è sempre stata molto personale, incisiva ed atmosferica, al tempo stesso, misteriosa ed oscura, rarefatta e cinematica.

Questi 'temi perduti', se per un vero costituiscono il primo vero debutto solista del regista americano, in realtà lasciano supporre l'esecuzione di brani (9) che risalgono al passato – come scelte timbriche a quel passato: 1976-83 – modernizzato nella giusta misura, e dimostrando che il dark ambient esisteva già, molto prima che, utilizzando questa definizione, se ne parlasse. I sintetizzatori e le tastiere di John Carpenter dipingono ancora climi sospesi, costruiscono architetture angolari, geometriche e squadrate, freddamente tecnologiche eppure evocative e cariche di suggestione; si ascolti l'uso del pianoforte, insieme sobrio e classicheggiante, melancolico e minimale: alla Satie, per dirla in altre parole. Anche il gelo ha un'anima. E una sua poesia (nera). (Davide Arecco)

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