A volte, spesso, bisogna dire, ritornano. E forse tornano non tanto per restaurare un marchio di fabbrica più o meno glorioso, ma perché certi musicisti proprio non ce la fanno a star lontani dalle loro creature più amate nate con un altro nome. Ad esempio Mr. Ola Flottum con i suoi White Birch, norvegese innamorato di un suono slow core maestoso e rallentato, con il metronomo che batte colpi sporadici a cadenzare melodie vischiose e vagamente inquietanti. L'ultimo segnale dei White Birch fu quasi dieci anni fa. Da allora Flottum ha cresciuto due figli, è diventato un compositore di colonne sonore, s'è messo uno studio nella sua casa di Oslo. Ed alla fine ha rimesso insieme il progetto White Birch con dodici canzoni di nuda bellezza messa in risalto da una voce ben poco rassicurante, a volte (e sono gli episodi migliori) rinforzata da notevoli interventi vocali femminili. Musica per crepuscoli, per aurore dalla tinte incerte, per gente che ama stare alla finestra quando piove. Chi ama temperature emotive più sanguigne frequenti altri lidi. (Guido Festinese)


