Un suono ruvido, strappato, abrasivo, che sembra fatto apposta per scorticare, un suono che è erede diretto della prima stagione del punk rock inglese in transizione, i Gang Of Four, ad esempio. Ma non c'è solo quello, ci sono anche momenti di rarefazione in cui le chitarre sembrano prendere la rincorsa per stracciare orditi ordinati di accordi, c'è un basso pulsante e una voce desolata, perlopiù. Dunque anche elementi noise rock. E tracce sparse di Mudhoney, Sonic Youth, Swans. Desolazione accentuata dal fatto che chi canta usa la lingua di Goethe, non l'inglese. Notoriamente non certo la favella di chi cerca consolazioni eufoniche. Die Nerven arrivano da Stoccarda, Germania. Questo è il loro terzo disco, e forse il migliore. Dal vivo pare siano una forza della natura, e sono giusto in tour. Converrà andarseli a sentire. Con scorta di generi di conforto, perché non vi aspetta radioso dream pop. (Guido Festinese)


