Strano mondo, quello del neo prog rock. Ci sono personaggi che inondano un mercato già saturo di cd fotocopia sonora conforme di quanto fatto una quarantina d'anni fa, in una sorta di bulimica tensione a occupare ogni nicchia possibile, e figure dalle quali sarebbe bello e lecito attendersi testimonianze un po' più fitte, e invece nicchiano e ci strapensano, a pubblicare. La consolazione è che quando poi il cd esce, è in genere una meraviglia. La disperazione che un mezzo bicchiere d'acqua non leva la sete a chi è disidratato. Mr. Dave Surt, brillantissimo bassista e specialista d'elettronica aduso a muoversi in territori alt rock e prog veri (vedi alla voce ultimi gloriosi Gong) è al suo primo lavoro solistico. Da ultracinquantenne. Ci ha pensato e ripensato, ha convocato in studio il magnifico Theo Travis ai sax, un nome che chi frequenta i pentagrammi di Steve Wilson ben conosce, ha raccolto le ultime scivolate di “glissando guitar” di sua maestà Freak Daevid Allen, s'è fatto aiutare perfino da Steve Hillage. Risultato: un disco sognante, pastoso ed imprendibile al contempo che oscilla con sapienza infinita tra ambient music non decorativa, prog rock strumentale come potrebbe intenderlo Robert Fripp, vaghi richiami “etnici” alla Hadouk. E una classe smisurata. (Guido Festinese)


