Copertina retrò in bianco e nero, che stabilisce subito un clima, un'atmosfera e, gratta gratta, un'atmosfera sonora. Alla faccia del sarcastico “Modern” infilato accanto a Love Songs. Però se contemporaneamente siete cresciute dividendo gli slanci affettivo-musicali tra Bob Dylan, Lou Reed, Billie Holiday e robe alla Anita O'Day, è difficile imbrigliarvi da qualche parte. Aggiungere al tutto che Dida Belled, in arte Dida, vocalist e chitarrista efficace ormai di stanza a New York ha un padre che ha origini radicate nell'Est europeo, e che sua madre è di sangue iracheno e tailandese assieme, e lei è cresciuta a Tel Aviv. Alla faccia della globalizzazione genetica. Echi di blues , scampoli di folk antico e nuovissimo, lacerti di jazz, scintille alt country sono quantomeno da mettere in conto, con un dna ritorto di quel tipo. Però alla fine vince la dolce sintesi: tra Lou Reed e Duke Ellington ci sono meno gradi di separazione di quanto sembri. E Modern Love Songs potrebbe essere una vostra riserva segreta per giorni uggiosi. (Guido Festinese)


