Anche se proprio non c’entrano le frequentazioni con il mondo della black music di confine, tra i vostri interessi, un ascolto attento a questo progetto extralarge abbondantemente dipanato su due cd è del tutto consigliato, e finirà per conquistare anche più d’un cuore e di una mente attenta. Mettiamola così: Schizophrenia potrebbe essere il grande disco perduto delle session finali tra Prince e Miles Davis, quello di Tutu e di Decoy, e con l’ospite speciale Marcus Miller. Che qui c’è davvero, e impone la sua monumentale presenza con una leggerezza sconosciuta. Bobby Sparks è un tastierista esuberante e magnificamente eccessivo: sarebbe stato bene in una delle formazioni più calde di Sly & the Family Stone, una quarantina d’anni fa. E con Prince ha suonato davvero. Costruisce i suoi brani a strati sonori con una micidiale forza funky, cita e lambisce il soul jazz più carico, imbocca derive rhythm and blues torride che planano verso lidi Motown e Stax assieme, inserisce schegge hip hop e pirotecnie fusion. Il parterre degli ospiti è ricco e variegato, a partire dal citato Miller: Eric Gales, il trombettista Roy Hargrove, Pino Palladino, Lucky Peterson, tanto per fare qualche nome. Mezzo secolo fa i Beatles stupirono il mondo con il doppio White Album. Questo ne è il rovescio speculare, il doppio nero. (Guido Festinese)


