Mettete assieme tre argentini, tre toscani e due siciliani. Con due ottimi vocalist tutti anche specialisti di corde, una tromba, un sax, basso, batteria e chitarra. Tutti con una passione divorante per quanto in musica si può ascoltare tra Argentina e Caraibi, Ande e spiagge assolate. Ma senza preclusioni verso languorosi suoni tex mex, note che potrebbero rammentare certi climi spaghetti western, milonghe antiche e scrittura sapiente, come quella dei songwriters “post tropicalisti” brasiliani. Il tutto elaborato in lunghi giri per l’Europa, e in una fondamentale residenza artistica. Un gran disordine creativo, dunque, ma che sortisce un piccolo miracolo di efficacia: perché non c’è un solo brano debole in questo disco, che riesce ad essere solare, coinvolgente, e stipato di grande musica. Il futuro è negli incontri, non nei muri. Ascoltare per credere. (Guido Festinese)

