La band londinese ci sorprende con un nuovo disco, composto esclusivamente di covers; lo fa nel migliore dei modi; riescono tutte ad assumere una diversa identità, a sembrare quasi nuove canzoni. La scelta è di classe e variegata: Stooges (Down on street), Nico (Sixty forty), Troggs (Cousin Jane), Serge e Charlotte Gaingsbourg (Lemon incest), Soft Cell (Fun City), John Barry (A doll's house), BJ Thomas/Elvis/Pet Shop Boys (Always on my mind) e, addirittura, Amanda Lear (Tomorrow). I Toy si confermano uno dei migliori gruppi contemporanei, con un proprio stile ormai ben definito e riconoscibile; non bastasse assolvono anche un compito difficile e non da poco; mantenere accesa la fiammella di tante indimenticabili sonorità che ci hanno accompagnato nei migliori momenti della new wave. (Marco Bonini)


