Aveva promesso di aprire gli archivi, l'ormai attempato Neil Young, e progressivamente l'annuncio è diventato verità consistente. Pare, anzi, che siamo solo agli inizi: annunciata una serie di concerti circolati fino ad ora solo come bootleg, un paio di album con i “suoi” Crazy Horse, uno con il quartetto CSN&Y, ed altre chicche che metteranno a dura prova portafogli, spazi in discoteche personali e pazienza degli ascoltatori. Il problema è che spesso, come in questo caso, queste registrazioni sono vere chicche: non contengono nulla di nuovo, ma ascoltare uno show di cinquant'anni fa con un suono pressoché perfetto, e con il Coyote canadese da solo su un palco (Straford, Shakespeare Theatre: da qui il titolo con gioco di parole) con le sue chitarre e un pianoforte a suonare praticamente in anteprima di un anno sul celeberrimo Harvest brani oggi classici come The Needle And The Damage Done e Heart Of Gold un po' di brividi li mette. Young qui è quasi smarrito, fragile e tenace come di rado l'abbiamo ascoltato. Poesia pura che sgorga da un giovane uomo assai meno sereno, in quei momenti, di quanto le cronache abbiano voluto rappresentare, e di quanto le rade battute scambiate col pubblico vogliano far apparire. (Guido Festinese)

