Tornano i White Lies a due anni di distanza dal disco d’esordio e si confermano come una delle band d’oltremanica più apprezzate degli ultimi anni. Piacciono a grandi e piccini; ai primi ricordano tanto “i fantastici anni “80” e i secondi li trovano meravigliosamente “trendy”. Senz’altro i ragazzi di Ealing sono paragonabili a quegli studenti che studiano tanto e capiscono al volo il mandato, i primi della classe in materia di classifiche di vendita. In Ritual si ritrova la formula vincente impostata col precedente album, To Lose My Life, con una freschezza in più, una maggiore persuasione e qualche tentativo ben riuscito di innovazione rispetto alle intuizioni dell’opera prima. Operazione riuscita soprattutto dal punto di vista commerciale che ha portato Ritual al top delle charts inglesi a una settimana dall’uscita. Fin qui tutto bene dunque, aspettiamo la fatidica terza prova per giudicare in modo più esaustivo. (Mauro Carosio)


