Stampa
PDF
 
Jazz Recensioni FRANCESCO CUSA “SKRUNCH” - L’arte della guerra (Improvvisatore Involontario 2007)
 

FRANCESCO CUSA “SKRUNCH” - L’arte della guerra (Improvvisatore Involontario 2007) Hot

Image Nelle sonnacchiose, stagnanti acque del jazz italiano, troppo spesso avvitate su un melodismo vacuo e incipriato, di conforto a rassicuranti, ormai tediosissime “nuove” versioni di standard, quanto avviene nelle produzioni della Improvvisatore Volontario è una bella folata d’aria gelida, lucida e intelligente. Se quindi cercate conforto nel “bel suono”, qui, nell’Arte della Guerra a firma di Francesco “Skrunch” Cusa non lo troverete: si tratta di intendersi, comunque. Il suono qui è potente e perfidamente prepotente, di una sua spigolosa, irta bellezza. Per capirsi: un collettivo fremente che mugghia la medesima potenza sonora di un Mingus debitamente isterizzato, ma, e qui cominciano i guai per chi mette i paletti di “genere”, c’è anche una chitarra spietata che arremba sciabolate schizoide e frippiane, periodo Red e Starless, sempre per capirsi. Il pepe sul tutto è un incedere ansante che potrebbe far mettere in conto anche certe ringhiose avventure febbricitanti di Ornette Coleman l’Elettrico. Il tutto per illustrare debitamente L’Arte della Guerra di Sun Tzu, e non si creda che qualcuno, qui, indulga a paranoie belliciste e bushiane: la metafora è per il saper “leggere i conflitti”, una linea guida desolantemente assente in un oggi che è puro e solo conflitto, e nessuna lettura. (Guido Festinese)

{mos_sb_discuss:11}


Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Voti (il piu' alto e' il migliore)
Giudizio complessivo*
Commenti
    Per favore inserisci il codice di sicurezza.
 
 
Powered by JReviews

Login