Il Diario di Disco Club

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Diario del 23 novembre

Diario del 23 novembre
E' un po' di tempo che non vi parlo dei personaggi storici del Diario, il Pluriespulso, il Rompipalle n.1, il Maratoneta, l'ex Taxista dal taxi giallo e altri ancora. Magari penserete che ci abbiano abbandonati. No, sono sempre qui.
Partiamo oggi da Ciao Gian Ciao Carlo. Ha ricominciato con la sua abitudine di fare un ordine e il giorno stesso o al massimo la mattina dopo presentarsi a chiedere se il cd ordinato fosse arrivato.
Martedì ha chiesto due cd a Dario e ieri alle 9.03 si è presentato sulla porta, "Sono venuto a prendere i cd", io "Hai visto l'ora?", lui "Sì, Dario ieri mi ha detto di venire domani e oggi è domani", lapalissiano. Io, "A parte il fatto che i pacchi arrivano al giovedì e oggi è mercoledì, secondo te a quest'ora il corriere mi ha già portato i pacchi?", lui, serafico, "Io non lo so, devi saperlo tu". Inevitabile la mia reazione, anche leggermente violenta, lo spingo fuori e gli urlo di non presentarsi fino al giorno dopo non prima di mezzogiorno. Non pensavo che se ne andasse così facilmente, infatti staziona per qualche minuto fuori dalla porta, poi non lo vedo più. E' andato via? No, eccolo, è andato al bar e mi porta un caffè, "Ti ho portato un caffè", gli urlo dietro "NO, MI RENDE NERVOSO!!!". Non è vero, ma ottengo il risultato, un po' spaventato se ne va.
Questa mattina entro alle 8.52, io. Lui? Alle 9.13. "Eccomi, oggi è domani" (sempre lapalissiano), io "Te l'ho già detto ieri. I corrieri non vengono di notte a fare le consegne, arrivano dopo le 11", e questa volta lo sospingo subito fuori, "Torna tra due ore"; mi guarda un po' perplesso e intimorito (non pensavo di avere un tale potere su di lui) "Non ti arrabbiare" e se ne va. Per quanto? Dieci minuti ed eccolo di nuovo qui col suo calumet della pace. E' andato da Panarello e ci porta un cabaret con otto brioches! Ci tiene a precisare che nel sacchetto c'è anche lo scontrino (12 €) "Voi siete in quattro, due a testa fa otto", lapalissiano anche questa volta. Ce le dividiamo io Andrea e Fabio, Dario no, è a dieta, ma ne avanzano ancora. Entrano due ragazze con una bimbetta di poco più di due anni. La individuo subito come la vittima predestinata, tiro fuori una brioche, "La vuoi?", la mamma dice "No", la bimba dice "Sì". E' fatta, ne restano più solo due!
Ciao Gian Ciao Carlo aspetta giudizioso fuori dalla porta, alle 10.30, puntuale arriva Mosquera, il corriere. Chiamo Ciao Gian Ciao Carlo col microfono collegato con le casse esterne, entra si prende i due cd, come al solito finge di non accettare il mio sconto, paga e se ne va questa volta definitivamente, per oggi.

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Diario del 7 novembre

Vanno di moda le serie tv. Io penso di lanciarne una di Disco Club, "Ma che bella giornata".
Già una puntata è andata in onda qualche giorno fa. Ovviamente la colonna sonora è sempre la stessa, la canzone di Ugolino, che, tra l'altro, è genovese.

Domenica scorsa tornando a casa in via Burlando non trovo nemmeno un buco per posteggiare. Torno indietro e lo trovo in corso Montegrappa in zona blu, vantaggio di avere una Panda ibrida. Oggi, per sicurezza, mentre scendo a piedi verso il negozio, controllo la macchina. E' sempre lì, ma vicino c'è anche il solito cartello che mi perseguita in questi ultimi tempi, "rimozione forzata il giorno 7 novembre fino a fine lavori". In previsione di qualcosa di simile mi sono portato dietro le chiavi, salgo, inversione di marcia e giù verso via San Vincenzo. Sapete quanto ho impiegato per raggiungere il negozio partendo dal campo di corso Montegrappa? Trentacinque minuti! Normalmente ce ne vogliono cinque, ad ogni modo arrivo alle 8.57, in anticipo di tre minuti.
Mi segue una signora per fare un ordine e mentre cerco sul computer il disco richiesto, sento una voce ben nota, "posso entrare?". Le nove sono passate e il negozio è aperto, ma Quasimodo (di lui si tratta) dal giorno in cui l'ho respinto perché voleva entrare alle 8.40, ormai annuncia sempre così la sua entrata. Appena messo piede in negozio, incurante del fatto che io stia parlando con la signora, inizia "Sono venuto a prendere...", lo blocco "Non tocca a te". Si sposta e aspetta che io abbia finito, "Sono venuto a prendere il live dei Doors", io "Eccolo", lui "Sono 22€?", ci prova sempre, io "Ti ho detto 23". Ora incomincia il difficile, tira fuori 2 monete da 2€, io, conoscendolo, gliele requisisco subito, dandogli un euro di resto. Ed ecco che inizia la lotta con i due biglietti da 10€ che tiene tutti aggrovigliati l'uno all'altro, lo aiuto io, glieli strappo di mano, li stiro e li metto in cassa. Per almeno venti secondi guarda il banco dove è rimasto un euro e non ci sono più i venti. Nel negozio dell'usato la manfrina del pagamento dura qualche minuto, io non gliene ho dato il tempo. Si rassegna e si avvia verso l'uscita, eccolo sulla soglia, si ferma torna indietro e si piazza davanti al mobile dove si era posizionato quando aspettava il suo turno. Sta fermo per un minuto, poi chiede, "I dischi di Hendrix sono in ordine alfabetico vero?", io "Sono sempre dove li hai guardati ieri, questa notte non li ho spostati". Non si muove di lì ed effettivamente la casella di Jimi è proprio davanti a lui, ma dopo quasi cinque minuti rinuncia alla ricerca e torna verso la porta, con soste ogni due passi guardando per terra, non sia mai che gli siano caduti lì i due biglietti da 10€ che non ha più in tasca.
Mi rimetto al computer per fare gli ordini e subito sento "Posso entrare?", sto per urlare "Nooo", poi mi accorgo che è una new entry, "Prego", lui "Faccio un giro", ricomincio a lavorare, ma sento una presenza che mi fissa, è lui, il giro si è fermato subito, davanti alla cassa. "Dica", lui "So che non ne fanno più, ma si potrebbero avere delle musicassette?", "L'ha detto lei stesso che non ne fanno più, quindi è un po' difficile trovarne", lui "Ma magari nell'usato?", "Noi le abbiamo dismesso (non so come mai mi sia venuta in mente questa parola...) da più di 35 anni", lui "Ma in qualche mercatino?", "Lì è possibile", lui sembra avviato verso l'uscita, si ferma "Ancora una domanda, dove li trovo i mercatini?", "Per le strade".
Per fortuna suona il telefono e lo mollo. "Discooocluuuub", "Una informazione, voi tenete usato?", "Sì", "E lo comprate?", "Dipende da cosa ha?", lui "Musicassette", "Nooo", se avesse chiamato un attimo prima gli avrei passato direttamente l'altro. Non demorde "Ho anche dei 45giri", "Solo di gruppi rock o cantautori e con le copertine in buono stato", lui "Ah, ci guardo". Dopo 10 minuti telefono, "Discooocluuuub", "Sono di nuovo io, ho l'originale dei Sex Pistols del 1977, ma la copertina è distrutta", "Tienitelo".
Finalmente solo posso controllare a che punto è il pacco con i dischi della nuova canzone dei Beatles, avrebbe dovuto arrivare venerdì scorso, ma è in ritardo e dovrebbe essere in consegna poco dopo le 10 di oggi. Dovrebbe, non è così, risulta fermo a Genola (non ho sbagliato a scrivere, Genola esiste, è vicino a Cuneo). Telefonata di fuoco alla BRT, niente da fare, camion rotto...
Per fortuna la mattina finisce e il pomeriggio scorre senza noie fino alle 18. Sigmund un russo/ucraino (lui si definisce sovietico), fornitore delle storiche buste verdi, me ne porta tre scatole e mi aiuta a infilarle nel mobile del banco. A fatica ci riusciamo, ma, quando se ne va, vedo per terra il nostro computer. Lo ha tirato giù mettendo i piedi sui cavi; va be' non è caduto dall'alto, lo tiro su, è spento, si sarà spento cadendo, schiaccio il taso d'accensione, nessun segno di vita, lo scuoto e sento venire dall'interno un funesto rumore, qualcosa dentro loccia.
E' ancora presto per chiudere, ma forse è meglio per oggi andarsene. Alle 18.43 chiudo.
Ma che bella giornata.

p.s. del 11 novembre. Ieri abbiamo portato giù il computer del magazzino per sostituire quello rotto. Ieri ha funzionato, oggi non si è più acceso...

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Diario del 11 ottobre
Questa mattina quando sono arrivato i nostri nuovi inquilini se ne erano già andati, i clienti del Bar Verdi li avevano svegliati con i loro discorsi. Anche oggi tutto in ordine. Vi devo confessare anche una cosa, domenica quando ho trovato quel casino davanti al negozio ci sono cascato anche io, ho pensato "non sono razzista, ma...". Da ieri ho cancellato definitivamente quel "ma".
Ad aspettarmi fuori ho trovato un cliente di Camogli fans del blues , quello che ascoltando a 33giri il disco di Joplin/Kaukonen, che invece andava a 45giri sosteneva che a cantare non fosse Janis. Entra e mi chiede come va (per sua fortuna non ha detto buongiorno, altrimenti sarebbe stato accolto dal solito "buongiorno un ca..o"), io "Bene", lui "A me no", per educazione chiedo il motivo, lui "Casini famigliari, in lite coi fratelli, adesso andiamo dagli avvocati", io "Quanti siete?", lui "Noi in tre, ma loro ce l'hanno anche con mia moglie. Dicono che siamo dei ladri e che io mi sono comprato i dischi coi soldi di nostra mamma". Sta a vedere che verranno a cercare anche noi! "In quel momento gli suona il telefonino, mi lancia un ordine "No mettere la musica!". Risponde tutto sdolcinato "Ciao amore, cosa fai? Io sono venuto a Recco per fare quell'iniezione (bugiardo), ci vediamo dopo". Posa e sbotta "Belin, ste donne!".

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Diario del 10 ottobre

Diario del 10 ottobre
Il 20 gennaio 2018 è apparso davanti alla mia vetrina Mohammed, apparso nel senso che quella mattina l'ho trovato lì che dormiva. Sono passati 5 anni e quasi 9 mesi e Mohammed è sempre qui, si è solo spostato davanti alla vetrina di Outsider, Alessandra non è mattiniera come me e gli lascia più tempo per dormire. Tra l'altro adesso ha un suo "armadio" personale dove deposita il necessario per dormire e il cambio vestiti, oggi l'ho visto uscire dalla sua abitazione (per modo di dire, è sempre all'aperto, dietro le aiuole delle piante) elegante con camicia bianca e calzoni neri, sembrava un cameriere di qualche ristorante stellato. Avrà trovato un lavoro? Mi viene un dubbio, sono un po' di giorni che al suo posto trovo due ragazzi, probabilmente rumeni, che dormono con le sue coperte, ma hanno fatto un'aggiunta, hanno trovato un bancale e lo usano come materasso, un po' duro, ma sempre meglio del pavimento. Avrà mica subaffittato il posto e le coperte?
Domenica sono dovuto passare dal negozio e alle 11 erano ancora lì che dormivano con tutto intorno un gran casino di cartacce e bottigliette. Lancio verso di loro un'occhiata assassina, ma loro mica mi vedono, dormono.
Finito di fare quello che dovevo in negozio, mi appresto a uscire, mi si para davanti quello più giovane. Cosa vuole questo? Vorrà mica una mancia per avermi fatto il guardianaggio notturno lì fuori? No, mi chiede una scopa per pulire. Raccoglie tutto, gli passo un sacchetto della spazzatura e lui va a buttarla via.
Questa mattina lui non c'è, si è già alzato, è rimasto l'altro, che si è piazzato attaccato al dehors del bar Verdi. Faccio un po' di rumore per svegliarlo, alza la testa, apre gli occhi, mi guarda, si rimette giù e si tira le coperte sopra la testa. Alle 9.05 il chiacchierare dei clienti del bar lo sveglia definitivamente, si stiracchia e cerca di alzarsi a fatica. Suona il telefono e rientro per lanciare il mio "Discooocluuuub". Finita la telefonata esco per vedere la situazione; ha tolto tutto, è rimasta solo una bottiglietta vuota d'acqua. Eccolo che torna, prende la bottiglia e va a buttarla via.

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Diario del 29 agosto

Oggi tocca a Maurizio Blues. Il nome viene dal suo genere preferito. L'altro giorno ha comprato il lp di The Legendary Typewriter Tape di Janis Joplin e Jorma Kaukonen. Oggi torna e mi dice, "Mi sono pentito di averlo comprato. Credevo che cantasse Janis, invece canta Jorma e lei suona la macchina da scrivere", ci lascia perplessi "In che senso?", lui "Sì, lui canta e si sente lei in lontananza che batte a macchina". Abbiamo già venduto parecchie copie di questo disco e nessuno ha protestato. Dario lo cerca su spotify e lo sentiamo, ovviamente canta Janis e Jorma suona la chitarra. Si sente effettivamente in lontananza una macchina da scrivere, ma, scopriamo dopo, la "suona" la moglie di Jorma. Glielo facciamo presente e lui "No, non sono mica scemo, canta uno solo". E' riuscito a scambiare la voce di Jorma per quella di Janis, proprio uguali vero? Me non si accontenta, decide di cercare qualcosa di Jimi Hendrix che non abbia, tira fuori il lp di Are You Experienced e guarda i titoli " Sì, questo è bello, ah anche questo" e continua così. Ma non cercava qualcosa di Hendrix che gli mancava? Non è che abbia fatto, purtroppo, molti dischi, come fa a non avere questo? Non lo compra, ma è in forma, passa a John Lennon; "Sai quando ero giovane ho comprato il primo disco di John con Yoko, "Unfinished Music No.1 - Two Virgins"

ma mi faceva schifo (finalmente ha detto una cosa giusta) e l'ho dato via subito. Adesso ho l'orecchio fino, l'apprezzo e l'ho ricomprato".
Ci risolleva il morale una ragazza molto giovane, entra e "Scusi, magari dirò una sciocchezza. Cerco il vinile di una canzone, che però il cantante non ha fatto. Potete farmelo voi?", io "In che senso?", lei "Stamparmi voi quella canzone sul vinile". Semplice vero?
&list=PLs6qUl61yIU-2CGpZGBK4Yhr9ysVSOUqu&index=2

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Diario del 14 agosto

Diario del 14 agosto

Ve l'ho detto che noi ci siamo anche oggi, foto delle 08.59.
A proposito, anticipo il Diario quotidiano.
Alle 8.25 salgo sull'autobus e becco un rinco storico del negozio, me ne ero liberato a fine anni novanta cedendolo a un collega. Quel collega ora non c'è più, ma a lui, a quanto pare, non interessano più, per fortuna, i dischi. Gli lascio il posto a sedere, del resto ha 25 anni meno di me, e mi giro dall'altra parte. Niente da fare, non mi molla, "Il negozio è già aperto?" chiede, io "Se sono qua come fa ad essere aperto?", lui "Credevo che aprisse un tuo socio e poi tu andassi giù con calma", io "Sono le 8.26 (ha retto un minuto prima di parlarmi), secondo te scendere in negozio alle 8.40 (quando arrivo) di un lunedì è andare con calma? Molti negozi al lunedì mattina sono chiusi; in più oggi è il 14 agosto e quasi tutti sono chiusi. Secondo te a che ora dovremmo aprire il negozio!", lui ci pensa un po', poi aggrava la sua situazione, fa la domanda fatidica "Quando chiudete per ferie?", io "Non chiudiamo MAI, da agosto 1972". Devo aver urlato il MAI, perché gli altri viaggiatori si girano verso di me, ma mi fanno un sorrisino di approvazione, probabilmente conoscono già l'individuo che ha cambiato carriera da rompi dei negozi di dischi è passato a rompi sull'autobus.

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