Diario del 8 febbraio Inizio col botto di questa giornata di metà Festival. Un ragazzo mai visto prima. Chiede "C'è qualcosa dei Queen?", io "Hanno la casella in ordine alfabetico", lui guarda dopo la R, prima della P, devo fargliela vedere io; non c'è molto, ma lui "News of the World! Questo è un classico", sì, ma lo ripone dicendo "Mi sono comprato un giradischi serio con 45 e 33. A proposito, nel disco dei Queen c'è l'indicazione dei giri precisi?", continua la rassegna e alla fine si fa mettere da parte un Frank Sinatra "Di Dean Martin non ha niente? Sa io sono eclettico, mi piace un po' tutta la musica, meno quelli moderni, sono tutti tossici". Altra new entry, compra un lp e chiede "I miei genitori aveva i due dischi di The Wall, li hanno persi. Si possono avere?", gli faccio vedere il vinile e lui "Li avete tutti e due", "E' doppio sono insieme". Telefono, "Discoocluuub", anziano, forse vecchio "Pronto, sono, chi sono?", silenzio, non si ricorda più chi è (sicuramente propendo per il vecchio), continua, "Ooooh, avrà già capito chi sono? No?", io "No", lui " Eeeeh la Carrà!". Non era Raffaella, ma un suo fan, che aspetta da tempo un suo disco che non arriva. Telefono, "Discooocluuuub", ragazza, "Niente, vorrei sapere se siete aperti al pomeriggio". Signora non troppo giovane "Avete il cd dei Maneskin, quello famoso?". L'età media delle fans dei Maneskin si sta elevando sempre di più, le mostro l'ultimo e unico che abbiamo. Lo scruta per bene e decide di comprarlo. "Quanto costa?", io "Venti euro", lei, sorpresa, "Come mai così poco ci sono pochi pezzi?".
Oggi sono arrivato in negozio prestissimo, erano le 8.31. Non potevo arrivare in ritardo, avevo un appuntamento. Con chi? Con la serranda di Disco Club, il 2 gennaio 1984 la tiravo su per la prima volta da proprietario, oggi, 40 anni dopo, la tiro su per la...., non so ho perso il conto
Esco dal negozio per controllare se la vetrina è a posto e vengo accolto da un ex-ragazzo che ha un soprassalto e mi urla "Ma ci sei ancora? Non avevo il coraggio di entrare per vedere se c'eri", non so quale delle due opzioni intendesse, "trapassato" o "pensionato a forza"? In tutti i casi entra e compra "Era tanto che non lo facevo qui da te". E' questo il punto. Già durante l'anno, ma a Natale diventa un continuo arrivare di gente che entra e alla fine, magari senza comprare, ci esorta "Mi raccomando, resistete!". Va bene ragazzi, io cerco di resistere, ma se voi invece di passare una volta all'anno e non comprare niente, passaste più spesso a prendere qualche disco, magari per me sarebbe più facile resistere. "Lotta dura, senza paura", è stato da me tramutato da anni in "Lotta dura con molta paura", magari i clienti storici potrebbero aiutarmi a tornare dal "con molta" all'antico "senza". Qualcuno non entra, si ferma a guardare la vetrina e sento che dice rivolto al figlio "Vedi quando avevo la tua età in questo negozio ci passavo le giornate", si va oltre, una ragazza "Sai i dischi che il nonno ha a casa? Li ha comprati tutti qui", probabilmente un mio coetaneo. Ad esaltarli è poi vedere il solito sacchetto verde, più o meno uguale da più di 50 anni: "Ci andavo a scuola!", "Era la mia cartella!", "Quello vecchio era più scuro". I ricordi sul negozio sono spesso un po' confusi, mi spostano la posizione della scala (che non c'è più), dei mobili, della cassa e delle cuffie. Peggio ancora spostano il negozio, "Io venivo quando eravate ancora dall'altra parte", io "Dall'altra parte, dove?", "Di fronte!", io "Di fronte Il Paradiso dei Bimbi è lì da 40 anni prima di noi". Non li convinco, allora spostano il negozio di fronte un po' più avanti non sotto i portici "No, quello era Sterosound, dove c'era Massimo il figlio di quello di Le Note a Sampierdarena"; non si rassegnano "No più avanti sotto i portici", io "Quello, Kamarillo, l'ho aperto io per metterci i cd, qui volevo tenere solo vinili, nel 1987 e non ha avuto lunga vita". Per convincerli devo aprire la pagina del gruppo di facebook e far vedere la foto di maggio 1975, dalla quale è evidente che il negozio è esattamente uguale ad adesso e nella stessa posizione col Paradiso dei Bimbi davanti. Altri si ricordano di episodi di cui io sarei stato un protagonista, tipo quello del postino antipatico. Lo riprendo per chi non lo ha mai letto: "Ti ricordi quella volta al concerto di Jorma (n.d.r. ovviamente Kaukonen, probabilmente era suo amico)? Eravamo io, mio cugino (???) e tu, ed io continuavo a dirti – a questo punto sghignazza tutto contento – dai, passami una siga". Lo guardo perplesso: non ho mai fumato in vita mia, non ho mai avuto la fortuna di vedere un concerto di Kaukonen, non ho mai avuto la sfortuna di vedere un concerto insieme a lui. A questo punto se ne va e salutandomi dice 'Quelli erano giorni!'". Poi ci sono quelli giustificati per l'assenza, hanno lasciato Genova da anni. Due arrivano dall'Australia, altri dalle Americhe nord e sud. qualcuno da vari posti europei, Londra, Bruxelles, Barcellona, Berlino etc. Altri da più vicino, Torino, Milano, Bologna, diverse città del Veneto, che saltuariamente continuo a vedere. Per i primi è diverso, magari non entrano in negozio da più di trent'anni e si esaltano a guardare la stessa vetrina e gli stessi mobili di quando erano giovani. Una ex ragazza si commuove, trema, "Mi vengono i brividi ad entrare qua dentro" e se ne va quasi in lacrime. Devo confessare che questi quindici giorni mi hanno un po' montato la testa, non pensavo di poter essere così importante col mio negozio per tante persone, mi sembra persino eccessivo l'affetto con cui mi guardano e mi parlano, poi però mi viene in mente una cosa, oggi è il 31 dicembre, quindi domani primo gennaio 2024 io festeggio 40 anni da quando Disco Club è diventato mio, 1 gennaio 1984. Se ci penso mi commuovo un po' anche io! Auguri a tutti voi, ai ragazzi degli anni ottanta a quelli degli anni novanta, a quelli dei 2000 e infine ai giovanissimi che quest'anno, dopo trenta di assenza, sono tornati a riempire il negozio e a comprare i lp come i loro padri e i loro nonni. p.s. Quasi tutti entrando, mi dicono "Ma sei sempre uguale!", delle due l'una o mi fanno un complimento o da giovane ero già vecchio. A dire il vero l'altro giorno sono andato per rinnovare l'abbonamento annuale della AMT. Rivolto all'incaricato dico, "Potrei anche non fare l'abbonamento perché da gennaio è gratis...", lui mi interrompe "Ma no quello è riservato agli ultrasettantenni", io "Ah, agli ultra settantaseienni no?", lui sbigottito "Ma dai (mi ha dato subito del tu) non ci credo". Poi c'è gente che parla male dell'AMT, ci sono dei ragazzi simpaticissimi e gentilissimi!
Diario del 17 dicembre Vi avevo promesso di parlarvi dei personaggi principali del Diario. Il mese scorso via ho riproposto CiaoGianCiaoCarlo, oggi tocca al Maratoneta. E' quotidiano come da anni, viene, ci butta via la spazzatura, versa sul suo conto da Disco Club quello che riesce a recuperare dalle macchinette della stazione e ci racconta le sue avventure nel levante genovese. Solo levante, il ponente per lui non esiste, le ragazze più belle sono da Sturla a Nervi, così nel pomeriggio corre da Brignole a Capolungo e ritorno, poi va a casa, mangia ed esce di nuovo, non più vestito da corsa, ma elegante, per andare nei bar del levante dove si intrattiene fino a dopo mezzanotte riempendo instagram di selfie con le ragazze e dandoci particolari a noi ignoti, tipo "le finlandesi hanno le gambe lisce". Finito il giro va in stazione a Nervi per tornare a casa. Questa estate ha avuto un periodo Battiato, così ci ha mandato un suo video mentre canta Venezia-Istanbul. Il giorno dopo passa e mi chiede "Hai visto che ho fatto il video in stazione a Nervi girato verso il mare?", non capisco cosa voglia dire, me lo spiega lui, "Se lo avessi fatto nell'altra direzione si sarebbe vista la stazione e la gente avrebbe pensato 'questo è matto'", non fa una piega. Ora, dopo un periodo Vasco (una delle ragazze dei bar è una fan) che lo ha costretto a tour de force, passando da un concerto a Bologna, a uno a Firenze e così di seguito in giro per l'Italia, abbandona la carriera di cantante e si trasforma in un attore delle telenovele venezuelane del 1982. Ora fa la parte di Riccardo in Marta, a me tocca di essere un dottore dell'ospedale, mentre nella precedente serie ero un ispettore di polizia. Anche Andrea e Dario vengono coinvolti nella recita. Ogni giorno una puntata diversa. Abbiamo scoperto che ha un fratello, ce lo dice lui, "Mio fratello è matto", io "Perché?", lui "E' stitico e dopo mangiato prova ad andare al cesso, per far passare il tempo (o per stimolarsi?) si porta dietro il tablet. Se dopo un po' non ci riesce, incomincia a bestemmiare, s'incavola, prende il tablet e lo scaraventa per terra, ne ha già rotti sei! E' matto", Anche questo non fa una piega.
Diario del 23 novembre E' un po' di tempo che non vi parlo dei personaggi storici del Diario, il Pluriespulso, il Rompipalle n.1, il Maratoneta, l'ex Taxista dal taxi giallo e altri ancora. Magari penserete che ci abbiano abbandonati. No, sono sempre qui. Partiamo oggi da Ciao Gian Ciao Carlo. Ha ricominciato con la sua abitudine di fare un ordine e il giorno stesso o al massimo la mattina dopo presentarsi a chiedere se il cd ordinato fosse arrivato. Martedì ha chiesto due cd a Dario e ieri alle 9.03 si è presentato sulla porta, "Sono venuto a prendere i cd", io "Hai visto l'ora?", lui "Sì, Dario ieri mi ha detto di venire domani e oggi è domani", lapalissiano. Io, "A parte il fatto che i pacchi arrivano al giovedì e oggi è mercoledì, secondo te a quest'ora il corriere mi ha già portato i pacchi?", lui, serafico, "Io non lo so, devi saperlo tu". Inevitabile la mia reazione, anche leggermente violenta, lo spingo fuori e gli urlo di non presentarsi fino al giorno dopo non prima di mezzogiorno. Non pensavo che se ne andasse così facilmente, infatti staziona per qualche minuto fuori dalla porta, poi non lo vedo più. E' andato via? No, eccolo, è andato al bar e mi porta un caffè, "Ti ho portato un caffè", gli urlo dietro "NO, MI RENDE NERVOSO!!!". Non è vero, ma ottengo il risultato, un po' spaventato se ne va. Questa mattina entro alle 8.52, io. Lui? Alle 9.13. "Eccomi, oggi è domani" (sempre lapalissiano), io "Te l'ho già detto ieri. I corrieri non vengono di notte a fare le consegne, arrivano dopo le 11", e questa volta lo sospingo subito fuori, "Torna tra due ore"; mi guarda un po' perplesso e intimorito (non pensavo di avere un tale potere su di lui) "Non ti arrabbiare" e se ne va. Per quanto? Dieci minuti ed eccolo di nuovo qui col suo calumet della pace. E' andato da Panarello e ci porta un cabaret con otto brioches! Ci tiene a precisare che nel sacchetto c'è anche lo scontrino (12 €) "Voi siete in quattro, due a testa fa otto", lapalissiano anche questa volta. Ce le dividiamo io Andrea e Fabio, Dario no, è a dieta, ma ne avanzano ancora. Entrano due ragazze con una bimbetta di poco più di due anni. La individuo subito come la vittima predestinata, tiro fuori una brioche, "La vuoi?", la mamma dice "No", la bimba dice "Sì". E' fatta, ne restano più solo due! Ciao Gian Ciao Carlo aspetta giudizioso fuori dalla porta, alle 10.30, puntuale arriva Mosquera, il corriere. Chiamo Ciao Gian Ciao Carlo col microfono collegato con le casse esterne, entra si prende i due cd, come al solito finge di non accettare il mio sconto, paga e se ne va questa volta definitivamente, per oggi.
Vanno di moda le serie tv. Io penso di lanciarne una di Disco Club, "Ma che bella giornata". Già una puntata è andata in onda qualche giorno fa. Ovviamente la colonna sonora è sempre la stessa, la canzone di Ugolino, che, tra l'altro, è genovese.
Domenica scorsa tornando a casa in via Burlando non trovo nemmeno un buco per posteggiare. Torno indietro e lo trovo in corso Montegrappa in zona blu, vantaggio di avere una Panda ibrida. Oggi, per sicurezza, mentre scendo a piedi verso il negozio, controllo la macchina. E' sempre lì, ma vicino c'è anche il solito cartello che mi perseguita in questi ultimi tempi, "rimozione forzata il giorno 7 novembre fino a fine lavori". In previsione di qualcosa di simile mi sono portato dietro le chiavi, salgo, inversione di marcia e giù verso via San Vincenzo. Sapete quanto ho impiegato per raggiungere il negozio partendo dal campo di corso Montegrappa? Trentacinque minuti! Normalmente ce ne vogliono cinque, ad ogni modo arrivo alle 8.57, in anticipo di tre minuti. Mi segue una signora per fare un ordine e mentre cerco sul computer il disco richiesto, sento una voce ben nota, "posso entrare?". Le nove sono passate e il negozio è aperto, ma Quasimodo (di lui si tratta) dal giorno in cui l'ho respinto perché voleva entrare alle 8.40, ormai annuncia sempre così la sua entrata. Appena messo piede in negozio, incurante del fatto che io stia parlando con la signora, inizia "Sono venuto a prendere...", lo blocco "Non tocca a te". Si sposta e aspetta che io abbia finito, "Sono venuto a prendere il live dei Doors", io "Eccolo", lui "Sono 22€?", ci prova sempre, io "Ti ho detto 23". Ora incomincia il difficile, tira fuori 2 monete da 2€, io, conoscendolo, gliele requisisco subito, dandogli un euro di resto. Ed ecco che inizia la lotta con i due biglietti da 10€ che tiene tutti aggrovigliati l'uno all'altro, lo aiuto io, glieli strappo di mano, li stiro e li metto in cassa. Per almeno venti secondi guarda il banco dove è rimasto un euro e non ci sono più i venti. Nel negozio dell'usato la manfrina del pagamento dura qualche minuto, io non gliene ho dato il tempo. Si rassegna e si avvia verso l'uscita, eccolo sulla soglia, si ferma torna indietro e si piazza davanti al mobile dove si era posizionato quando aspettava il suo turno. Sta fermo per un minuto, poi chiede, "I dischi di Hendrix sono in ordine alfabetico vero?", io "Sono sempre dove li hai guardati ieri, questa notte non li ho spostati". Non si muove di lì ed effettivamente la casella di Jimi è proprio davanti a lui, ma dopo quasi cinque minuti rinuncia alla ricerca e torna verso la porta, con soste ogni due passi guardando per terra, non sia mai che gli siano caduti lì i due biglietti da 10€ che non ha più in tasca. Mi rimetto al computer per fare gli ordini e subito sento "Posso entrare?", sto per urlare "Nooo", poi mi accorgo che è una new entry, "Prego", lui "Faccio un giro", ricomincio a lavorare, ma sento una presenza che mi fissa, è lui, il giro si è fermato subito, davanti alla cassa. "Dica", lui "So che non ne fanno più, ma si potrebbero avere delle musicassette?", "L'ha detto lei stesso che non ne fanno più, quindi è un po' difficile trovarne", lui "Ma magari nell'usato?", "Noi le abbiamo dismesso (non so come mai mi sia venuta in mente questa parola...) da più di 35 anni", lui "Ma in qualche mercatino?", "Lì è possibile", lui sembra avviato verso l'uscita, si ferma "Ancora una domanda, dove li trovo i mercatini?", "Per le strade". Per fortuna suona il telefono e lo mollo. "Discooocluuuub", "Una informazione, voi tenete usato?", "Sì", "E lo comprate?", "Dipende da cosa ha?", lui "Musicassette", "Nooo", se avesse chiamato un attimo prima gli avrei passato direttamente l'altro. Non demorde "Ho anche dei 45giri", "Solo di gruppi rock o cantautori e con le copertine in buono stato", lui "Ah, ci guardo". Dopo 10 minuti telefono, "Discooocluuuub", "Sono di nuovo io, ho l'originale dei Sex Pistols del 1977, ma la copertina è distrutta", "Tienitelo". Finalmente solo posso controllare a che punto è il pacco con i dischi della nuova canzone dei Beatles, avrebbe dovuto arrivare venerdì scorso, ma è in ritardo e dovrebbe essere in consegna poco dopo le 10 di oggi. Dovrebbe, non è così, risulta fermo a Genola (non ho sbagliato a scrivere, Genola esiste, è vicino a Cuneo). Telefonata di fuoco alla BRT, niente da fare, camion rotto... Per fortuna la mattina finisce e il pomeriggio scorre senza noie fino alle 18. Sigmund un russo/ucraino (lui si definisce sovietico), fornitore delle storiche buste verdi, me ne porta tre scatole e mi aiuta a infilarle nel mobile del banco. A fatica ci riusciamo, ma, quando se ne va, vedo per terra il nostro computer. Lo ha tirato giù mettendo i piedi sui cavi; va be' non è caduto dall'alto, lo tiro su, è spento, si sarà spento cadendo, schiaccio il taso d'accensione, nessun segno di vita, lo scuoto e sento venire dall'interno un funesto rumore, qualcosa dentro loccia. E' ancora presto per chiudere, ma forse è meglio per oggi andarsene. Alle 18.43 chiudo. Ma che bella giornata.
p.s. del 11 novembre. Ieri abbiamo portato giù il computer del magazzino per sostituire quello rotto. Ieri ha funzionato, oggi non si è più acceso...