Stampa
PDF
 
Miscellanea Articoli miscellanea SHINE A LIGHT - Regia: Martin Scorsese, aprile 2008
 

SHINE A LIGHT - Regia: Martin Scorsese, aprile 2008 Hot

ImageLo scenario è il Beacon Theater di New York, l’evento che un imponente numero di telecamere si appresta a riprendere è un concerto della band più longeva della storia del rock: i Rolling Stones. E’ una sera d’autunno del 2006; Mick Jagger e compagni si apprestano a riversare la loro diabolica e inusitata energia di sessantenni su alcune centinaia di privilegiati e fortunatissimi fans. Dietro le quinte si agita un plotone di attrezzisti, tecnici del suono e delle luci, guidati dal grande regista Martin Scorsese, il cui profondo legame con il mondo del rock è noto da tempo. La prima celebrazione di questa evidente simbiosi risale a oltre tre decenni fa, quando Scorsese diresse il film The Last Waltz. Ma il tempo non è passato invano; la Band, Bob Dylan, Neil Young e gli altri mitici protagonisti di The Lat Waltz risentivano del clima pacifico e sognante della California anni settanta, i Rolling Stones seguono ben altre coordinate. Questo spiega perché Shine a Light si preannuncia, fin dalle prime sequenze, ben più adrenalinico e teso del precedente, ancora intriso di spirito libertario e post-hippy. I Rolling Stones, al contrario, giocano con la loro imprevedibilità e con il sottile divismo che li caratterizza. Scorsese è costretto chiedere più volte la scaletta del concerto per stabilire le modalità di ripresa, ma nessuno sembra degnarlo della minima considerazione. Mick Jagger è troppo occupato a lamentarsi per il disagio che quel numero impressionante di riflettori inevitabilmente gli procurerà. Che effetto avranno quelle vampate roventi sul make up e sugli abiti?

ImageNel frattempo, è necessario occuparsi degli ospiti illustri: Bill, Hillary e Chelsea Clinton con tanto di nonna e un nugolo di amici al seguito. Scorsese li saluta calorosamente, Mick e Keith sembrano più riottosi ad intrattenersi con i celebri spettatori. Bisogna chiamarli, indurli ad un contegno vagamente protocollare, ma loro sembrano adattarsi malvolentieri a questo improvvisato cerimoniale d’accoglienza. Tra un video di repertorio e l’atro (particolarmente grazioso quello in cui un Mick Jagger poco più che ventenne profetizza che la carriera della band potrebbe protrarsi ancora per paio d’anni!) inizia il concerto. Le note di Jumping Jack Flash irrompono come un bordata di fulmini a ciel sereno. L’ultrasessantenne Mick Jagger si muove sfidando qualunque legge di natura, salta, corre, pervade la scena con una carica dirompente, sfodera una voce che né il tempo né le dissolutezze giovanili sembrano non aver scalfito. Ed ecco in rapida successione Brown Sugar, Start Me Up, Let’s Spend The Night Together, Satisfaction; in pratica una sequenza ininterrotta di canzoni che hanno fatto la storia della musica popolare degli ultimi quarantacinque anni. Scorsese e i suoi eccellenti collaboratori, tra cui spiccano nomi di primo piano come il direttore della fotografia Robert Richardson e il responsabile del montaggio David Tedeschi, colgono al meglio il fiume in piena d’energia che proviene dal palco. Le telecamere si soffermano impietose sul volto devastato dalle rughe di Keith Richard, mostrano l’aplomb signorile di Charlie Watts, colgono le scherzose diatribe tra Keith e Ron Wood. Per oltre due ore, le telecamere seguono le evoluzione ammalianti e della band, senza trascurare neanche un frammento di energia. Il feedback tra il palco e la platea è immediato e Martin Scortese lo restituisce agli spettatori del film con la consueta, grande maestria. (Ida Tiberio)
{mos_sb_discuss:6}


Image Gallery

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Voti (il piu' alto e' il migliore)
Giudizio complessivo*
Commenti
    Per favore inserisci il codice di sicurezza.
 
 
Powered by JReviews

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Login