Dicembre 2008. Un altro anno è passato e, dai nostri soliti scaffali, per 365 giorni abbiamo continuato a guardare e ascoltare la musica intorno. Ne abbiamo parlato e scritto, anche, sulle pagine del Corriere Mercantile e dalla finestra telematica del nostro sito. È stato un anno musicale delicato, in un certo senso, il 2008. Oramai da tutte le parti si legge che la musica come la conoscevamo non esiste più. I giovani, per quello che significa la definizione, da sempre polmone (culturale ed economico) del mercato musicale sono oramai persi, dicono, tra miliardi di informazioni a portata di click: canzoni (non più album) da scaricare, siti di ogni genere, passatempi e hobby variegati e passeggeri. Sarà vero, il mondo cambia. Eppure senza pretese di assoluto abbiamo continuato la nostra piccola resistenza: abbiamo continuato a bisticciare e ridere dei dischi, a consumarli come tesori inestimabili o a liquidarli con una frase sarcastica. E non sono mancati, i dischi da amare o di cui parlare nel 2008. Certo, la (relativa) facilità di pubblicazione che la tecnologia oramai garantisce ha diversificato l’offerta al limite dell’umano; tuttavia tra ritorni di vecchi leoni (i ringiovaniti REM, gli archivi di Bob Dylan, i ricordi americani dei Clash, il ritorno di Byrne & Eno), attese conferme (il solito buon Nick Cave, Micah P. Hinson, Miss Marianne Faithfull, TV On The Radio) e felici esordienti (Bon Iver, Fleet Foxes, MGMT, Fuck Buttons) anche quest’anno il bottino è più che soddisfacente. Se aggiungete il fragoroso terzo album dei Portishead, qualche nome nostrano che ancora fa parlare si sé (Le luci della centrale elettrica, Bachi da pietra o i rodati Baustelle), una sfumatura jazz (Brad Mehldau, Dave Douglas) e l’usuale messe di ottime ristampe (il Dennis Wilson perduto, l’antologia sestupla dei Kinks), è facile concludere che il 2008, checché se ne dica, ha lasciato il segno anche nel panorama confuso e difficile dell’oggi. Un motivo ulteriore per continuare a parlare e scrivere di musica, come facciamo oramai da tanto tempo, con un ringraziamento di cuore a tutti quelli che ci hanno accompagnato fino ad oggi, e un arrivederci all’anno prossimo, che nel frattempo è arrivato. (la redazione)
Di seguito troverete le liste inviateci dai nostri collaboratori e uno spazio riservato alla top ten dei lettori del nostro sito, registrati o no: vi invitiamo quindi a mandarci, tramite email all'indirizzo discoclub@discoclub.fastwebnet.it, la classifica dei vostri preferiti dell'anno (dieci o meno), che verrà pubblicata per dare nuovi spunti a chi è ancora indeciso e per formare la lista finale dalla quale uscirà il vincitore del 2008.
IN QUESTA PAGINA E NELLE SUCCESSIVE, TROVATE LE LISTE DEI COLLABORATORI DEL SITO, NELL'ULTIMA ANCHE QUELLE DI VOI LETTORI AGGIORNATE GIORNALMENTE.
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DISCHI DELL'ANNO DI DISCO CLUB
2002 JOHNNY CASH - The Man Comes Around
2003 HOWE GELB - The Listener
2004 NICK CAVE - Abattoir Blues/The Lyre Of Orpheus
2005 ANTONY & THE JOHNSONS - I Am A Bird Now
2006 TOM WAITS - Orphans
2007 RADIOHEAD - In Rainbows





