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FESTIVAL DI SANREMO - PRIMA SERATA FESTIVAL DI SANREMO - PRIMA SERATA Hot

73th-Sanremo-Music-Fe-13998195Buonasera a tutte/i e ben ritrovati a quello che ormai sta diventando un appuntamento fisso a scadenza annuale: io che blatero di Sanremo e sottopongo le mie impressioni alla nutrita schiera di clienti (e non) che orbita intorno a Disco Club. Lo snobismo vi pervade e non avete la televisione? Prendete sonno alle 22:15 e le serate vanno avanti sino alle 4:00? Mal sopportate la conduzione di Amadeus e dite a ogni piè sospinto: 'ah, quando c'era Pippo' prima di cambiare canale? Lasciate fare a me e mettetevi comodi: Sanremo è sempre Sanremo ed è ricominciato anche stavolta.
I conduttori: ormai conosciamo bene lo stile di Amadeus, che ho imparato a tollerare (soprattutto quando non c'è Fiorello a distrarlo e fargli perdere tempo con le sue battute da prima media). Ad affiancarlo stasera troviamo un invecchiatissimo Gianni Morandi e l'influencer più famosa d'Italia: Chiara Ferragni. Per Morandi è tipo il millesimo festival in qualità di ospite, concorrente, conduttore o direttore artistico, quindi fa il suo e bon (anche se le poche cose che ha cantato denunciano una fragilità vocale che non ricordavo). Sulla Ferragni il discorso si fa più complesso: non ho preconcetti di sorta ma una roba autocelebrativa e mega cringe tipo la lettera a sé stessa bambina con tanto di lacrimuccia poteva evitarsela abbondantemente. Molto meglio la presenza sul palco di quattro signore del D.I.Re (Donne In Rete contro la violenza, al quale pare che la Chiara Nazionale abbia donato il suo cachet per Sanremo) che la trita retorica sulle donne che vengono sminuite e devono lottare per imporsi in un mondo di maschi cattivi e zozzi. Tra i vari siparietti che vedono protagonisti i tre conduttori abbiamo Morandi che si esibisce in un medley di suoi pezzi 'brutti' (almeno non ci becchiamo la solita 'Fatti mandare dalla mamma') e la Ferragni che crea ad Amadeus un profilo instagram 'in diretta' (no comment).
Mise di Chiara Ferragni: due vestiti interessanti (nero lungo con stola bianca con scritto 'Pensati Libera' e bianco con scritte di hater vari in nero - molto meglio) e due abbastanza orrendi (uno finto nudo abbastanza trash e un secondo tipo tuta oro rosa con mega gonna rigida trasparente). Pareggio.
Gli ospiti: tanti, troppi. La puntata si apre con Mattarella accolto da Morandi che canta in scioltezza l'Inno di Mameli. Poi arriva Benigni, che fa un intervento sui 75 anni della Costituzione Italiana. E' il Benigni ultima maniera (entusiasta al limite della commozione e un filino retorico) ma lo trovo comunque piacevole.
C'è ovviamente spazio per il solito spot alle fiction della RAI, stasera con la presenza di Elena Sofia Ricci che promuove 'Fiori sopra l'inferno'.
E poi ci sono gli ospiti musicali (non in gara):
Blanco e Mahmood cantano 'Brividi', bene.
Piero Pelù in esterna e con giubbotto di pelle borchiato (per tacere del logo dei D.R.I. sulla schiena!) canta 'Gigante'. Male.
I Pooh straziano classici del loro repertorio cantando tutto in maniera a dir poco ignobile. C'è pure una sezione unplugged. Avevano fatto il tour di addio anni fa, stavolta era il caso di essere di parola. Oppure c'è il playback, che in certe eventualità è più dignitoso.
Salmo ha evidentemente deciso che la Street Cred non gli basta più e canta una roba dalla Costa Smeralda cercando di ammiccare al pubblico di TV Sorrisi e Canzoni. Non credo basti un tuffo in piscina.
Blanco dovrebbe cantare il suo ultimo singolo ma a metà comincia a lamentarsi platealmente che non sente la voce negli ear monitor e per protesta smette di cantare e si mette a sfasciare tutta la decorazione floreale del palco (che francamente prima non si notava manco). Apriti cielo: fischi a scena aperta, contestazioni vociferanti. Lui non sembra rendersi conto di averla fatta grossa (per gli standard bacchettoni e impagliati di Sanremo, se non altro) e in effetti ha fatto un po' la figura del coglione. Amadeus placa gli animi, o almeno ci prova.
e ora...
I cantanti in gara:
Stasera cantano i primi 14 artisti (i vincitori di Sanremo Giovani sono passati a big d'ufficio) e vota solo la Sala Stampa. Tenete d'occhio i primi cinque classificati perché...francamente non ho capito perché. Del resto ogni anno cambia il regolamento e ogni anno non ci si capisce niente.
ANNA OXA: grande tensione perché era l'unica assente sul green carpet, ma eccola qui ad aprire la serata con un look a metà tra Patty Pravo spettinata e una strega anni '90. Cantare canta pure (vocalizzi orientaleggianti a go go) ma non si capisce una parola che sia una e il pezzo sembra troppo complicato per essere digerito dopo un solo ascolto. Tra gli autori c'è Bianconi dei Baustelle, ma non si direbbe proprio.
gIANMARIA: avevo grandi aspettative (mi piaceva 'La Città Che Odi') ma sono rimasto cocentemente deluso. Davvero ci si sono messi in sette per scrivere 'sta roba? Boh. Look vagamente piratesco e poco altro.
MR.RAIN: Non sapevo davvero cosa aspettarmi ma avrei pensato a tutto tranne che a questo: una filastrocca di buoni sentimenti con strofa rappata e coro di bambini con un'ala spezzata tipo recita di Natale. Incomprensibile. Giacca di paillettes tipo Amadeus ma braga larga per lui.
MARCO MENGONI: vestito in pelle dalla testa ai piedi tipo Blue Oyster Bar (quello di Scuola di Polizia, non i B.O.C.) e grande favorito di quest'anno. Il pezzo è una roba Sanremese classica e per quanto lui sia bravo sembra stentare un po' in certi passaggi. Uno dei migliori della serata, comunque.
ARIETE: giacca rossa oversize e cuore di latta di Iramiama memoria al collo – e altra grande delusione per il sottoscritto. La canzone è una cosina innocua d'amore al femminile ma lei è stonata come una campana e cantando così affosserebbe anche un pezzo più bello. Peccato.
ULTIMO: si presenta in muta da sub senza maniche tra gli applausi scroscianti delle fan e con la solita sicumera assassina scodella un brano orrendo dei suoi tutto rime baciate tipo poesia di Cioè. Parte bassissimo e dovrebbe salire progressivamente sempre più in alto come nella migliore tradizione sanremese di sbulacco ma inanella una serie di stecche mostruose che solo il fan più amorevole potrebbe difendere. Il tutto facendo gesti con le mani tipo mimo di quartiere. Ottimo, direi. Spero gli venga precluso anche il podio, ma il televoto è sempre in agguato...
COMA_COSE: raccontano un momento di crisi nella loro storia d'amore, stonando come dei maledetti. A onor del vero lei non sarebbe così tremenda, ma lui ha dato davvero il peggio di sé. Look che finalmente sfida il total black o quasi dei concorrenti precedenti: abito color rame e pettinatura tipo secchiata d'acqua in testa per lei, abito verde a scacchi da fumatore di pipa e pettinatura da Mr.T col mullet per lui. E alla fine ci scappa pure un bacino. Ah, l'amour...
ELODIE: vestito piumoso tipo kiwi (l'uccello, non il frutto) con sotto un body di nylon – bella e intonata. Il pezzo non mi fa impazzire ma stasera si è sentito di moooolto peggio.
LEO GASSMAN: non avevo preconcetti di sorta (a parte il lecito sospetto che accompagna tutti i figli – e nipoti – d'arte) ma l'ho trovato bravo. Strofa mormorata, ritornello energico. Non un capolavoro, ma...
I CUGINI DI CAMPAGNA: uno dei nomi più discussi del festival, vestiti in maniera sin sobria per i loro standard (tute di lustrini argento e zeppe, con keytars a tracolla a completare l'opera). Si sono difesi meglio del previsto ma il brano (opera de La Rappresentante di Lista) è un po' una lagna.
GIANLUCA GRIGNANI: Capelli raccolti in una coda, occhiali da vista e una canzone dedicata al padre che lo vede parecchio in affanno. Anche qui capire le parole è un'impresa...
OLLY: autotune a manetta, vestito un po' alla cazzo (giacca di panno rosa, canottiera bianca e calzoni neri del vestito con tanto di fascia in vita): è il genovese Olly, sampdoriano dichiarato e quindi amico di Gian che l'ha subito schierato al Fantasanremo. A me è piaciuto, con riserva. Sarà che era tardi e cominciavo a non connettere...
COLLA ZIO: Sono in cinque e fanno una discreta caciara, con un ritornello che sembra la parodia di una boy band anni '90. I vestiti oversize di colori tutti diversi li fanno assomigliare ad una versione pastello dei Teletubbies. Non è un complimento, in caso ve lo foste chiesti. Altra grande delusione, purtroppo.
MARA SATTEI: più nota come featured vocalist che come cantante tout court, sbarca finalmente a Sanremo con una scollatura molto profonda e un pezzo firmato ADDIRITTURA da Damiano dei Maneskin e da ThaSup(reme) – che è pure suo fratello. Lei ha una bella voce ma non sembra prendere tutte le note che dovrebbe...o no?

Insomma, tirando le somme me ne sono piaciute proprio poche poche. Per non dire nessuna. Speriamo che domani vada meglio, che vi devo dire.
Alla fine danno la classifica della Sala Stampa che vede la povera Anna Oxa ultima (meritava di meglio, dai) e primo Mengoni, come volevasi dimostrare.

E' stata dura, ma è finita anche stanotte.

Ciao,

Dario.

p.s. di Gian. Io non ho la resistenza di Dario, sono anni che, se provo a guardare Sanremo, alle 10 mi addormanto sul divano. Oggi ho guardicchiato e più che altro sentito fino alle 22.50. Poi ho provato a guardarlo, ma prima i Pooh, poi la Ferragni mi hanno messo ko. Sono andato a leggere i Tre Moschettieri di Dumas (non lo avevo mai letto), senz'altro più divertente.

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