Questo è il settimo disco dei Van Halen con Lee Roth alla voce...Ed è del 2012...Da non credere. Che la reunion dei Van Halen, con la sostituzione al basso di Michael Anthony (oggi nei Chickenfoot con Hagar) col figlio di Eddie Van Halen "Wolfgang" e con il ritorno alla voce di David Lee Roth, sia storia recente (tour negli USA nell'annata 2007-08) è un conto, ma dire che questa band è come se non si fosse separata da Dave per 27 anni circa è un'altra cosa: è pur vero che "la famiglia" vanta, a seconda di molti, del più grande e virtuoso chitarrista dell'era moderna ma siamo purtroppo in un periodo dove a volte sono le case discografiche a decidere un "mi" piuttosto che un "re", risparmiando l'ispirazione e la vena artistica degli artisti che tuttavia se la cavano comunque con montagne di soldi. Invece si torna indietro al lontano 1984, ultimo anno del primo capitolo Lee Roth - Van Halen, come se al posto dello scioglimento, la band decidesse di fare l'ennesimo disco rispolverando chicche e/o scarti degli albori della loro carriera; ecco che allora molti direbbero che sarebbe facile in questo modo, il disco non sarebbe altro che la classica incisione delle b-side e bonus track, come dire che questi artisti per l'ennesima volta dell'ennesimo caso non hanno più nulla da inventare e se la cavano solo così. Se piuttosto che "Van Halen I" e "II" , che sono probabilmente i capolavori per antonomasia, quello che è uscito fuori, con le caratteristiche dette pocanzi, si chiama "A Different Kind of Truth", allora c'è da mettere in chiaro una cosa: scarti è una parola che è meglio non utilizzare, mentre le chicche rimangono tali. Quel che si evidenzia di più in questo lavoro è semplicemente la continuità spaventosa con TUTTI i dischi dell'era Lee Roth; le canzoni sono tutte delle coltellate sulla schiena (apparte il pregevole e più cauto singolo "Tattoo"), 13 brani della durata media dai 3 ai 4 minuti senza troppi rigiri strumentali di "chissachecosa", musicisti in grande forma e soprattutto quello che sorprende (di questi tempi) e allo stesso tempo non sorprende si chiama "Diamond" Eddie Van Halen, della serie "il lupo perde il pelo ma non il vizio", nemmeno l'ultima e travagliata parte della sua vita non gli ha impedito di fare prodezze e virtuosismi con la sua chitarra: in pratica in ogni pezzo c è almeno un qualcosa da "pelle d'oca" . Ho detto tanto e non sto a fare l'analisi dei brani perchè non ce n'è uno che non si salva. A volte siamo così "assuefatti" dalle nostre band preferite da dire che il rock è tornato,ma ciò non corrisponde alla realtà molte volte ed è un "peccato" che i Van Halen sono tra le mie band preferite, per cui fate finta che non mi piacciano e così posso tranquillamente dire: IL VERO ROCK E' TORNATO! (Luca Cerbara)
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VAN HALEN - A Different Kind Of Truth
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VAN HALEN - A Different Kind Of Truth
2012-02-09 13:37:36
Luca Cerbara
Opinione inserita da Luca Cerbara 09 Febbraio, 2012
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Opinione inserita da Luca Cerbara 09 Febbraio, 2012
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