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Rock Recensioni JACK WHITE – Blunderbuss
 

JACK WHITE – Blunderbuss JACK WHITE – Blunderbuss Hot

JACK WHITE – Blunderbuss

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Artista
Titolo
Blunderbuss
Anno
Casa discografica

Jack White è stato in questi anni uno fra i musicisti-compositori più prolifici: con i White Stripes, naturalmente, oltre che con i Raconteurs e i Dead Weather; per non parlare poi della sua attività di produttore e di promotore di musica e di artisti, nuovi e del passato. Curioso allora aver dovuto attendere tanto per avere un suo LP solista: diciamo subito che ne valeva la pena, non perché sia un disco rivoluzionario rispetto alla sua discografia precedente, ma perché arriva a ricordarci come in questa feconda carriera Jack White abbia firmato ben più di un classico e si sia inscritto di diritto nella grande tradizione del blues e del r'n'r americani. Se, come si è letto,  Blunderbuss è un disco post-divorzi (dai White Stripes, dalla moglie), bisogna dire che questi non hanno ispirato sentimenti di maliconia, perché sdegno, rabbia e una bella vitalità percorrono tanto i testi quanto la musica. Musica che, contrariamente a quello che sarebbe lecito aspettarsi da un virtuoso della chitarra, è piuttosto basata sugli arrangiamenti pianistici, sebbene le eccezioni non manchino. L'esplosiva Sixteen Salteens e la lirica Weep Themselves risultano ai primi ascolti i brani vincenti, ma è l'insieme a convincere e a confermare Jack White come uno dei grandi protagonisti della musica contemporanea. (Marina Montesano)

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JACK WHITE – Blunderbuss
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opinioni autore

 
JACK WHITE – Blunderbuss 2012-04-24 13:37:09 Marina Montesano
Giudizio complessivo 
 
82
Marina Montesano Opinione inserita da Marina Montesano    24 Aprile, 2012
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JACK WHITE – Blunderbuss 2012-05-06 17:18:01 Elena Colombo
Giudizio complessivo 
 
82
Elena Colombo Opinione inserita da Elena Colombo    06 Mag, 2012
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Jack White è rinato molte volte. Originario di Detroit, cresciuto ascoltando gli Stooges e il buon blues, oggi vive a Nashville, la culla del country. È un vero artigiano del rock, che si veste come un divo anni Quaranta, adora i vinili e si dichiara lontano dal mainsteam. Ispirandosi agli artisti afroamericani del primo Novecento, ha saputo rielaborare le radici della musica con un sorprendente eclettismo, passando dal rockabilly swing alla Elvis (I’m shaking)a un soul che sembra citare la magia di Son of a preacer man grazie alla collaborazione con Ruby Amanfu, splendida voce di origine ghanese (Love interrumption). Blunderbuss – primo album solista firmato solo da Jack, che suona chitarra e basso, organo, piano, batteria e persino xilofono! – è tutto ciò che i fan vorrebbero sentire. Come l’antico cannone del titolo, le canzoni di questo disco hanno un’eleganza che promette un’esplosione. Ci sono le atmosfere rarefatte di On and On accanto alla perla quasi classica di Hypocritical Kiss, ma non potevano mancare i pezzi più diretti e immediatamente catchy che riportano alla produzione targata White Stripes, promettendo di farvi saltare sul letto (Sixteen Saltines, primo singolo estratto) o di riportarvi dritti al mondo spagnoleggiante di Icky Thump (I Guess I should go to sleep), per poi entrare prepotentemente nei territori del garage /alternative blues alla Black Keys (Freedom at 21), che lo stesso Mr. White ha collaborato a sdoganare in tempi non sospetti.

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