Cinematografico, superomantico, mitteleuropeo per nascita e vocazione e malinconico perché fa pendant con la crisi, il tedesco Konstantin Gropper incide oggi il più bel disco a nome Get Well Soon. Forse sono propri i tempi a suggerirgli una sequenza di canzoni che fanno riferimento a Scott Walker, Divine Comedy, Patrick Wolf e Beirut e che sembrano disperatamente aggrapparsi a un’idea di bellezza elegante e classica, a melodie ampie come un salone delle feste (Roland, I Feel You, the Last Days Of Rome) forse per non vedere il disastro circostante. Però il disastro c’è, il vento s’infila fra le fessure delle finestre e nel salone non c’è riscaldamento. Il paragone è impegnativo, ma non si può non pensare a come l’Impero Asburgico abbia prodotto grande arte proprio mentre la sua fine si avvicinava. (Antonio Vivaldi)







