Con questo disco e la sua denominazione ‘antica’ di Steve Earle & the Dukes, ci si aspettava un deciso ritorno alla dimensione elettrica da parte del folksinger texano, ma l’aver appiccicato ‘& duchesses’ al nome del gruppo, per correttezza ‘politica’, già suonava un po’ stonato… Per fortuna invece, nonostante la virata rock non si sia stata completata, si tratta senza dubbio del miglior disco di Earle da un bel po’ di tempo a questa parte e le tre o quattro ‘prove di forza’ come ‘Calico County’, ‘Down the Road part II’ e la springsteeniana “21st Century Blues’ rappresentano efficaci e solidi contrappunti alla generale dimensione folk che domina l’album. D’altronde, l’ iniziale ‘The Low Highway’ non fa che riproporre l’infinito ripasso della lezione di Woody Guthrie mentre la recente esperienza a New Orleans deposita evidenti tracce e ritmi in ‘That all you got’ e ‘After Mardi Gras’; nel finale, invece, c’è lo spazio per il fulminante bluegrass di ‘Warren Hellman’s Banjo’ mentre a chiusura del disco è posta una pregnante e austera ballata come ‘Remember Me’. (Fausto Meirana)






