Raccontare che questo disco di Darren Hayman è condiviso con gli Short Parliament, che sono una versione abbreviata dei Long Parliament, il gruppo che lo ha accompagnato nel precedente The Violence, anche lui dedicato alla canzone tradizionale britannica, ma ad un periodo diverso, è cadere nella trappola di Darren che, in breve, è affetto da logorrea musicale in forma acuta. Pubblica un disco via l'altro, nel vero senso della parola, tutti particolari come ispirazion9e e compagni di strada (e strumenti) senza concentrarsi mai su un progetto, almeno dalla fine dei suoi Hefner. Ed è un merito, la sua è vera musica indie fai-da-te, e un demerito, nessun disco rende veramente giustizia al suo talento; nessuno riesce a essere anche poco definitivo. Ma Darren è bravo, e il folk quieto di queste canzoni ce lo ricorda. In attesa di una svolta con la maiuscola. (Marco Sideri)






