Stampa
PDF
 
Rock Recensioni SEASICK STEVE - Sonic Soul Surfer
 

SEASICK STEVE - Sonic Soul Surfer SEASICK STEVE - Sonic Soul Surfer Hot

seasickSeasick Steve, al secolo Steven Gene Wold, è nato in California nel '41, ed ha vissuto una vita difficile e avventurosa, scappato di casa molto presto, per sfuggire ad un padre violento. Pare che abbia girato il mondo, dagli Stati Uniti alla Francia, fino alla Scandinavia, passando per l'Inghilterra (stiamo romanzando un po'), e che abbia svolto, soprattutto in gioventù, ogni tipo di lavoro per tentare di sbarcare il lunario (proprio di questo parlano spesso i suoi dischi), vivendo letteralmente alla giornata, come un hobo della tradizione letteraria americana, sempre in giro alla ricerca di un posto, una sistemazione temporanea, una qualche occupazione stagionale. Si dice che in tempi diversi abbia assimilato sia la scena del rock blues britannico, sia (soprattutto) vissuto quella della Seattle indipendente (tutti aspetti che la sua musica restituisce). A suonare la chitarra, a sentire scorrere il blues nelle sangue (perchè di questo si tratta), pare abbia imparato prima da K.C. Douglas, bluesman rurale del Mississippi, trasferitosi in California verso la metà degli anni '40, e poi per proprio conto, on the road, nel corso delle sue peregrinazioni, che gli hanno permesso di incontrare anche il rock, il folk e la canzone d'autore (con Joni Mitchell hanno addirittura avuto il tempo di diventare amici). È a partire dagli anni '60 che Steve intraprende la sua carriera di musicista, ed è dal 2001 che incide dischi a proprio nome. Questo "Sonic Soul Surfer", un titolo che è una sorta di definizione del suo blues incendiario (specie di rock 'n' roll boogie blues per la verità: John Lee Hooker non è poi così lontano), al cui interno tensione e significato sono un tutt'uno con una forza dirompente, sempre in bilico su un infernale strapiombo, è il suo settimo infuocato disco in studio, edito dalla britannica Bronzerat, pubblicato a non troppa distanza da "Hubcap Music", che aveva visto la partecipazione di John Paul Jones dei Led Zeppelin. Lo accompagnano i fidati Dan Magnusson alla batteria, Luther Dickinson dei North Mississippi Al Stars (e non solo) alla slide guitar (davvero superlativo nel delineare quel tipico scivolamento sulle corde, una derivazione del bottleneck neroamericano, che in California, ma attenzione Dickinson è di Memphis e tutto sommato si sente dalla sua "grana campagnola" e continentale, assume una specie di indolente dinamica ondulatoria, come quella delle onde del Pacifico, sulle quali surfare: un modo di suonare che Jimmy Page ha rincorso per buona parte della sua vicenda artistica), Georgina Leach al fiddle e Ben Miller (della Ben Miller Band) alla jew's harp. La sensazione è che Seasick Steve possa essere considerato l'alter ego bianco di Otis Taylor: bluesman più dinamico e anche folk rocker il primo, più afroamericano e sperimentale, spesso visionario e sciamanico (date le sue origini anche indiane) il secondo, entrambi interpreti di una musica viva e profonda, di un blues coraggioso, guerriero (più nel caso di Steve) e riflessivo (più nel caso di Taylor), al limite del sopportabile per intensità e potenza drammaturgica. Due straordinari reinventori di un genere, che attraverso di loro si trasfigura letteralmente, compiendo balzi, o sviluppando ulteriori declinazioni, non prevedibili fino a poco tempo fa. Da ascoltare. (Marco Maiocco)

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Voti (il piu' alto e' il migliore)
Giudizio complessivo*
Commenti
    Per favore inserisci il codice di sicurezza.
 
 
Powered by JReviews

Login