Chitarrista della scena newyorkese più all'avanguardia, in questo "Octal Book Three", terzo episodio delle sue avventure soniche alle prese con una speciale chitarra/basso elettroacustica ad otto corde, Elliott Sharp offre un ulteriore saggio delle sue impressionanti capacità tecniche ed espressive, ad uso degli appassionati di sperimentazione e ricerca sonora. Undici tracce di febbrile e radicale improvvisazione, solo apparentemente disorganizzata, pur nell'assenza di forma, in equilibrio tra classicità e fantascienza (per così dire), iperbolica commistione in tempo reale (la registrazione è una presa diretta in studio, priva di postproduzione aggiuntiva) di suoni acustici ed elettrici, distorsioni elettriche e processi elettronici, volatili suoni alieni e materici suoni industriali, a creare (di volta in volta e al contempo) agglomerati gelidi e/o formazioni telluriche, in ossequio ad una controllata modularità oppure ad una caotica disgregazione, spesso costruita da fantasmagorici, puntillistici e tentacolari arpeggi a stretto contatto con artificiali polifonie e poliritmie. Musica probabilmente non facile da ascoltare (dobbiamo dirlo), anche se meno urtante di quanto si potrebbe pensare, nonostante i suoi continui echi e riverberi in un vorticoso profluvio di giustapposizioni sonore. Musica, del resto, impossibile da catalogare, perché tutto ha divorato e poi restituito in futuristici brandelli frammentari e disarticolati. Per qualcuno sarà solo rumore, per altri una sorta di linguaggio profetico oppure semplicemente premonitore, e comunque molto più che postmoderno, alla confluenza tra essere umano, macchina e robotica (Sharp è un tutt'uno con il proprio strumento e viceversa), in vista di una possibile e prossima cibernetica della musica. (Marco Maiocco)
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ELLIOTT SHARP - Octal Book Three
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