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Rock Recensioni JAMES TAYLOR - Before This World
 

JAMES TAYLOR - Before This World JAMES TAYLOR - Before This World Hot

taylorA distanza di quarantacinque anni dallo storico "Sweet Baby James" con questo riuscito "Before This World" pare che James Taylor abbia di nuovo scalato le classifiche della specializzata Billboard: nell'epoca della musica usa e getta questa possiamo davvero definirla una notizia. Torna così dopo più di dodici anni l'intimismo lirico del grande cantautore di Belmont (Massachussetts), intriso di acustico ed elegante fingerpicking, di levigato folk dalle gentili inflessioni pop, ogni tanto squarciato da qualche incursione nel rhythm and blues o nel rock più smorzato. Ma soprattutto tornano la sua inconfondibile e vellutata voce di cristallo (sempre la stessa, nonostante il tempo passato), la sua ariosa e aperta scrittura, e quella discreta indole "confessionale", che tanta scuola ha fatto in tutta la prima metà degli anni '70 (e non solo), oltre ad una serie di armoniosi coretti in perfetto stile tayloriano. Una decina di brani che scorrono lievi come la rinfrescante acquerugiola nebulizzata di certe rigogliose cascate, per un Taylor tutto sommato sereno che in "Today Today Today", brano d'inizio "danze" dall'andatura country, dichiara "ho trovato finalmente la mia strada, in qualche modo sono riuscito a non morire", mentre in "You And I Again" si abbandona ad una tenera e definitiva dichiarazione d'amore alla moglie Caroline, scandita e disegnata da sognanti pianoforte e violoncello. In "Angels Of Fenway" è poi la volta di rievocare la passione per il baseball e per la squadra dei Red Soxs, condivisa con la nonna, mentre in "Stretch Of The Highway" è tempo di ritornare alle prime volte in cui si partiva, quando la cosa più bella era provare quel malinconico languore, tipico della nostalgia di casa. C'è spazio anche per ricordare i momenti meno belli della vita, come in "Watchin' Over Me" la dannosa dipendenza dall'eroina per un breve e infelice periodo, o per raccontare (in "Montana") di un mai sopito amore per la natura e la sua bellezza; o ancora per parlare del lontano Afganistan agli occhi di un soldato finalmente ritornato a casa, che nessuno aveva preparato alla bellezza, alla complessità e soprattutto alla ferocia di quelle terre (si ascolti la splendida e misurata "Far Afghanistan", un insieme di leggeri rullii militareschi, a dialogo con qualche fiato centroasiatico e morbide e misteriose cadenze irish). Un apprezzato ritorno. (Marco Maiocco)

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