Si accettano scommesse. Prendete un amico floydiano, ma senza maniacalità. Ditegli che dagli archivi del gruppo più amato di tutto lo space prog rock è saltato fuori un lungo inedito, diciamo una cosa intermedia tra Wish You Were Here e Animals, che i nastri sono stati ripuliti e rimasterizzati, e che questo è il grande disco mancante dei Floyd. Ci crederà. Andy Jackson , per lunghi anni a corte dei Floyd a costruire suoni, alzare ed abbassare leve, alla fine riconosce che quel suono e quel modo di comporre sono la sua croce e la delizia. The Endless River è praticamente opera sua. E quando scrive, scrive pezzi floydiani che sono calchi pressoché perfetti. Quando suona, suona come Gilmour. Quando canta, canta con un pitch di intonazione che è in bilico esatto tra Gilmour e Waters. Risultato:73 Days At The Sea è, a scelta, un grande, grandissimo disco, o un plagio che grida vendetta. A voi la scelta. Partecipano Anne-Marie Heder e il glorioso David Jackson (Van Der Graaf Generator). (Guido Festinese)






