Verrebbe quasi spontaneo assimilare gli australiani Sleepy Jackson agli irlandesi Thrills. Per entrambi un ep di assaggio prima dell’album d’esordio, molta cura promozionale da parte dei discografici e, soprattutto, la ricerca di un suono pop pieno, ricco e positivo. Tutto vero non fosse che ripetuti ascolti di Lovers fanno sorgere qualche dubbio proprio sull’applicabilità del termine “positivo”.
Certo, Good Dancers evoca rilassate immagini estive alla Beach Boys e Come To This recupera buone vibrazioni alla George Harrison, ma altrove i paragoni sonori chiamano in causa le anime inquiete dei connazionali Triffids (Rain Falls For Wind) e Go-Betweens (Acid In My Heart) o del Luke Haines recente (Tell The Girls That I’m Not Hangin Out). Una conflittualità non ancora risolta che regala uno strano fascino indifeso al disco. (Antonio Vivaldi)





