
Dietro il nome “Woven Hand” si nasconde David Eugene Edwards, mente e cuore di quei Sixteen Horsepower che oramai dieci anni fa seppero dare una scossa profonda alle troppe riletture della tradizione americana. “Consider The Birds”, terza uscita per la nuova identità, ci fa ritrovare tutti gli elementi cari e soliti: la voce bassa e bagnata d’apocalisse, l’incedere marziale di banjo pianoforte e chitarra, i testi particolari e belli.
Forse, questa volta le sfumature del suono tendono di più allo scuro; il Sud misterioso e magico degli Stati Uniti appare ancora più minaccioso e perduto del solito, tra ballate folk blues e atmosfere quasi religiose. Quello che ancora stupisce, in fin dei conti, è l’enorme personalità dell’insieme: che né gli anni né la concorrenza sembrano aver annacquato minimamente. (Marco Sideri)