Prima la disco, poi i New Romantics, poi i Wham! Per gli appassionati di rock e punk i primi anni ’80 potevano sembrare un incubo sonico. Poi qualcuno cominciò a parlare di giovani gruppi californiani che fondevano psichedelia e atmosfere roots e che ai synth preferivano le chitarre. All’interno dell’effimero (ma influente) movimento ‘Paisley Underground’ i più vicini alla musica tradizionale e (e in tal senso pionieri del revival della cosiddetta ‘Americana’) furono i Long Ryders di Sid Griffin e Mike Stevens. Native Sons (1984) è il loro disco più bello dove una stringatezza di matrice punk si fonde con l’amore per Byrds e Flying Burrito Brothers e diverse composizioni hanno un bel sapore antico-moderno.Il pezzo forte resta 'Ivory Tower' che la voce dell'ospite d'onore e maestro Gene Clark rende magica e malinconica insieme. La pregevole ristampa Prima comprende anche l’ep d’esordio 10-5-60, più virato verso la psichedelia sixties. (Antonio Vivaldi)







