I dischi d’esordio sono bestie strane; un tempo erano sfogo incensurato dell’ispirazione (prima che successo, droghe e denaro cambiassero le carte in tavola). Oggi successo, droghe e denaro sono assai più rari in musica; e i dischi d’esordio sono spesso la prima e ultima stazione per i musicisti. E poi sono moltissimi, i dischi d’esordio (farli costa relativamente poco); poche le carriere durature. Lunga premessa per dire che Algiers degli Algiers è un esordio meraviglioso, cui si augura di figliare a lungo e prosperamente. Non prende in prestito di peso idee dal passato, ma ne contamina di diverse (nella specie, il gospel e l’elettronica post-punk, strani compagni di letto) con soluzioni piacevolmente nuove. Lo fa con attenzione tanto all’atmosfera (scura, coerente e costante lungo le tracce) che alla scrittura (buona e vecchio stile, tra gospel e blues). (Marco Sideri)







