Il ritorno degli Walkabouts ad un suono più consueto, rispetto al corrosivo ed urgente 'Acetylene', di sei anni fa, è certamente il benvenuto; sembra che il 'buen retiro' sloveno e le sessions di registrazione nella Repubblica Ceca, abbiano, paradossalmente, riavvicinato il gruppo alla scrittura ariosa e cinematografica di dischi come 'New West Motel' o 'Devil's Road'. La tipica alternanza delle due voci, quella di Chris Eckman per i brani che 'raschiano' e quella di Carla Torgerson per i momenti più morbidi, è ormai un punto di forza del gruppo di Seattle, come la notevole capacità di vestire i brani con arrangiamenti mai banali. Spesso l'impiego di una sezione d'archi o delle tastiere (il mellotron, l'hammond) arricchisce l'usuale intreccio delle chitarre, rendendo il contesto più dinamico o drammatico. Nei testi, come suggerisce il titolo, deserto, strade, polvere e, come meta, un lontano, incerto orizzonte. (Fausto Meirana)
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