Oh Girls di Ida Tiberio

Bittersweet voices


Linda Ronstad, da Tucson, Arizona: bellezza in miniatura e voce incantevole. Linda è una figura di primo piano della canzone d'autore country-rock (se proprio vogliamo etichettare ciò che etichettabile non è). Anche lei, come la maggior parte delle "girls" già ascoltate si appassiona alla musica nella prima adolescenza e ben presto abbandona il ranch di famiglia per raggiungere la mitica California. E proprio a Los Angeles prende il via una carriera discografica decisamente fortunata. L'incontro con artisti come J.S Southern, Emmylou Harris, Lowell George e il contratto con la Asylum Record di David Geffen sono decisivi. Tra collaborazioni importanti e album di successo, Linda suona, interpreta cover, compone e riceve numerosi riconoscimenti fino a quando una malattia subdola e devastante (il Morbo di Parkinson) non la costringerà ad abbandonare il palco. E gli studi di registrazione

Nei primi anni settanta Emmylou Harris si esibisce nei locali di New York e della costa ovest con un gruppo country. Chris Hillaman assiste ad un loro concerto e ne resta ben impressionato. Soprattutto (neanche a dirlo) dalla cantante e chitarrista Emmylou Harris. La ragazza è bellissima ed ha una voce splendida. Chris la segnala all' amico, ed ex "bandmate" dei Flying Burrito Brothers, Gram Parsons che è alla ricerca di una voce femminile per il suo album GP. La collaborazione dà risultati eccellenti ma è destinata a interrompersi molto, troppo presto. Gram Parsons muore di overdose quando Grievous Angel (album memorabile) non è ancora stato pubblicato. Emmylou diventa una delle figure più significative della musica americana. Quella senza steccati: dal country al pop, sempre con un'invidiabile classe e un grande talento



Rickie Lee Jones. Appoggiata al cofano di una macchina mentre Tom Waits incombe su di lei, sregolato e geniale come solo lui sa essere. Lei è una bella e irrequieta ragazza di Chicago e lui è il suo, già celebre, compagno di vita e scorribande notturne. La retrocopertina di Blue Valentine, cristallizza una strada di Los Angeles all'insegna dei bar aperti fino all'alba e delle luci che tracciano il cammino degli irriducibili vagabondi della notte. Ricki non si limita a condividere con Tom la passione per le "small hours", l'alcol e la musica. Ben presto sviluppa una personalità artistica autonoma e forte e diventa una protagonista di primo piano della scena musicale. La sua voce irregolare e avvincente piace ai boss della Warner. Il primo album di Rickie Lee Jones viene pubblicato nel '79 ed è un successo. La carriera di Rickie Lee Jones, ormai affrancata dalla personalità di Tom, prende il via.

Aspetto delicato e gentile, voce dolce ma tutt'altro che stucchevole, Nicolette Larson deve soprattutto a Neil Young, che intuisce le potenzialità artistiche della ragazza, la sua popolarità. Autrice di album di un certo successo, vocalist apprezzata e molto richiesta, attrice, Nicolette Larson muore a solo 45 anni. Per Graham Nash " è un giorno tristissimo per la musica americana".
Ed è fuor di dubbio che questa sia un'opinione ampiamente condivisa.


Ed ecco all'ormai consueto angolo dei ricordi. Un salto all'indietro di 35 (ahimé 35!) anni. La qui presente si trova a New York e trascina due malcapitate amiche in un laicissimo pellegrinaggio nei sacri luoghi della musica. Prima tappa, il luogo di culto più importante: il Folk City, nel cuore del West Village. Laddove, a partire dagli anni sessanta, si è scritta una pagina decisiva della storia della musica americana, una locandina del Village Voice introduce il prossimo concerto.
Si tratta di una certa Suzanne Vega, giovane californiana trapiantata a New York. Il Voice la descrive come una potenziale erede di Joni Mitchell. Tanto basta perché io decida di procurarmi il biglietto. La sera dopo, l'ingresso nel Tempio. E sul piccolo palco sale una ragazza bionda e minuta. Ha una voce bellissima e un'atteggiamento timido e delicato. Pochi mesi dopo, Suzanne Vega pubblica il suo primo album, seguito a breve distanza da Solitude Standing. E Marlene on the Wall, Luka e Tom's Dinner diventano dei classici del songwriting d'oltre oceano.


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