| 24 Aprile 2020
La (mezz)ora dell'Ignoranza di Diego Curcio
Visto che l'ultima Ora dell'ignoranza di martedì l'ho dedicata al punk canadese, anche questa nuova puntata sarà a carattere geografico e prenderà in esame un'altra scena che amo molto: quella australiana. Di band pazzesche, sia del passato sia del presente, ce ne sono a pacchi. Ma non si può non partire con LA BAND per eccellenza, i Saints, che suonavano punk prima dell'esplosione del punk. E che ci hanno regalato dischi memorabili (i primi due, in particolare). Sarà una scelta banale, ma iniziamo con "I'm stranded" tratto dal disco omonimo. Una delle canzoni più belle del punk.
Altro nome caldo della pattuglia australiana è senza dubbio quello Radio Birdman. Innamorati degli Stooges e del garage anni Sessanta, hanno forgiato uno stile unico che mescola surf, punk abrasivo e rock'n'roll. I "ragazzi" sono ancora in pista e dal vivo restano una bomba, nonostante gli anni che passano (li ho visti due volte ed è stato pazzesco). Dai Radio Birdman sono nate anche parecchie altre band niente male e progetti solisti di tutto rispetto. Questa è una delle mie canzoni preferite del gruppo:
E a proposito di "emanazioni" dai Radio Birdman, a formare gli eccellenti New Christ è stato il cantante della band, Rob Younger già nel 1980. Il loro capolavoro "Distemper", però arriva solo nel 1989 dopo una serie di singoli stupendi. Qui il suono è più duro e meno rock'n'roll rispetto ai Birdman, ci sono anche influenze wave, ma la pasta resta sempre la stessa. Ottimo punk o forse sarebbe meglio dire post-punk. Da "Distemper" ecco "Coming apart".
Sempre nei primi anni Ottanta, a Sidney, si sono formati gli Hoodoo Gurus (alcuni loro componenti poi suoneranno nei New Christ). Altra band magnifica dedita a un garage-wave, con forti influenze melodiche. Ebbero anche un po' di successo fuori dal classico giro underground, ma oggi in pochi se li ricordano. Questa è "Tojo" dal primo album "Stoneage Romeos" del 1984.
Definire i Died Pretty una punk band è probabilmente un errore, ma sicuramente facevano parte della scena alternativa australiana degli anni 80 e molti punk li amano (io ci vado matto). La loro era una sorta di nuova psichedelia, che guardava al post-punk e al pop-rock. Scoperti un po' per caso qualche anno fa, sono diventati un gruppo del cuore. Il loro disco che amo di più è "Free Dirt" del 1986, carico di suoni liquidi e malinconici. Questa è "Blue sky day".
Un nome di primo piano del garage punk australiano anni 80 è sicuramente quello dei Celibate Rifles, band dal suono sporco e vorticoso. Recentemente l'italiana Area Pirata ha ristampato in vinile uno dei loro classici "Roman beach party" del 1987. Questo pezzo è tratto da quel super disco e si intitola "The more things change".
Tra le nuove leve del garage punk australiano, così non parliamo solo di anziani, ci sono i clamorosi Chats, tre giovani disadattati che grazie a un singolo, "Smoko" che trovate qui sotto, hanno mandato fuori di testa migliaia di persone in tutto il mondo, diventando nel giro di poco una delle next big thing del rock mondiale. Imperizia tecnica, suoni ottusi e ignoranza sono le caratteristiche principali della musica dei Chats. Una vera delizia, insomma. E' appena uscito il loro vero primo disco. Io li ho scoperti qualche anno fa grazie al grande Luca Tanzini e alla sua Bubca Records che ha stampato in cdr la raccolta dei primi introvabili singoli dei Chats.
Restando ai giorni nostri ecco un altro gruppo pazzesco (ma purtroppo non quotato quanto i Chats): gli Ausmuteants, che guardano al post-punk, ma anche all'hardcore più dritto e bruciante. Un approccio "alla vecchia", ma con i piedi ben piantati nel presente. Suoni ripetitivi e martellanti, voce indolenti: sembra di ascoltare i Devo che suonano hc. Questa è "Freedom of information" da "Order of operation" del 2014.
Se si parla di punk australiano non possono mancare gli Hard-Ons, gruppo pop-punk di fine 80-primi 90. Il terzetto è un mix incredibile fra Ramones, Beach Boys e thrash metal. Attivi ancora oggi (l'anno scorso è uscito un ottimo disco) hanno avuto una produzione molto prolifica e sempre su buoni livelli (a parte qualche piccola caduta di tono). Il loro disco classico è "Dickcheese" del 1988. Questa è "Something about you" tratta proprio da quel gioiello.
Chiudo questa puntata dell'Ora dell'ignoranza con un'altra super band australiana dei giorni nostri: Amyl and the Sniffers. Dopo aver pubblicato due anni fa una raccolta di singoli davvero pazzesca, sono approdati nel 2019 al loro primo vero disco. Il menù è classico ma gustoso: garage punk maleducato e suonato a tutta velocità. Un'altra perla che dimostra come la scena punk australiana sia più viva che mai. Questa è "Westgate" dalla raccolta dei primi singoli, che vi dicevo prima. A martedì e buon 25 aprile per domani!
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