“Prairie Wind” è un disco importante per Neil Young; non tanto per la musica, acustica e melodiosa come lui sa fare, quanto per la storia e il vissuto che le canzoni si portano dietro. Mentre lo incideva, Neil ha perso il padre (che viene ricordato affettuosamente in più di un brano) e sofferto una delicata operazione per un aneurisma cerebrale, dalla quale si è però ripreso in tempi stupefacenti, anche per i medici che lo seguivano. Ed è tornato subito in studio, a finire quello che aveva cominciato, riversando negli accordi di “Prairie Wind” una suggestione e un’enfasi ancora maggiori.
Questo contorno accompagna le canzoni che, seppur non aggiungono musicalmente quasi niente al canone younghiano che già non avessero raccontato i capolavori del passato, intrattengono e commuovono come un abbraccio istintivo. (Marco Sideri)





