Banjoista dal tipico, circolare e fulminante arpeggio, della serie "un tranquillo weekend di paura", folk singer, fiddleista, chitarrista, ricercatore, nativo del Vermont (regione che proprio d'autunno pare dia il meglio di sé) da una famiglia di origini irlandesi e da genitori (entrambi) musicisti folk, oggi residente a Londra con la moglie Beth Orton, altra folk singer (anche più nota), e la figlioletta, Sam Amidon lavora su una rielaborazione del folk concreta e al contempo visionaria (in questo disco può per esempio ricordare il John Martyn più sperimentale e onirico: si ascolti la suggestiva e "dispersa" "Down The Line"). Interessante, viva, brillante, avveniristica, la sua formula, capace di far interagire in modo equilibrato la materia densa del folk con elementi più space o psichedelici, costruiti anche grazie all'utilizzo intelligente, (tutto sommato) ancora inusuale in questi ambiti, di intriganti effetti elettronici, che, insieme alla sua voce (forse) un po' troppo "leggera", conferiscono a quest'ultimo coinvolgente album, registrato a Reykyavik, e in generale alla sua musica una dimensione decisamente più popular. In questo senso lo aiuta (qui) non solo l'abituale collaborazione di Chris Vatalaro, batterista molto personale, dall'aereo e graffiante tocco jazzy, e musicista elettronico di valore, ma anche la partecipazione al disco di chi in qualche modo ha ispirato questo modo di procedere, sospeso tra la tradizione, opportunamente riarrangiata, e un folk rock fantascientifico, quasi appartenente ad altri mondi, e di cui la title track "Lily-O" può rappresentare l'ideale esemplificazione. Stiamo parlando di Bill Frisell, uno degli "eroi" di Amidon, che, perfettamente a suo agio (non poteva essere altrimenti), impreziosisce l'intero lavoro con il suo consueto sound lunare e le sue solite marziane trovate sonore. Qui però non siamo alle prese con la "metafisica" friselliana, che rispetto alla tradizione compie una sorta di fantasmatico salto in alto, né con le riflessive, polverose e scavatrici rimeditazioni post-rock dell'alternative country, ma con uno sguardo davvero rivolto ad un futuro immaginario e possibile, a tratti un balzo nell'iperspazio, direttamente dal passato o (ancora) dal futuro. Notevole. (Marco Maiocco)
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SAM AMIDON - Lily-O
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