Presente in ogni elenco delle possibili eredi di Amy Winehouse e in tutte le playlist radiofoniche, in quanto voce femminile dei Superheavy, Joss Stone pubblica il suo quinto album, primo per la sua nuova etichetta dopo la battaglia legale con la EMI. Prodotto da Dave Stewart degli Eurythmics e registrato a Nashville, la ragazza (solo ventiquattro anni, diamogliene atto) di Devon prova a sporcare d'America il suo bel faccino inglese cresciuto guardando 'Commitments'; le critiche non sono state favorevoli e spesso il risultato è una confezione impeccabile dal sapore raffermo. Però lo spostamento in territori pop, lontano dal soul deludente di "Color me free", le fa decisamente bene e qualche brano azzeccato si sente. L'ultima Tina Turner indica la strada e chissà che non sia quella giusta. (Danilo Di Termini)
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