Ecco pronto il nuovo album di Neneh Cherry a 16 anni di distanza dall’ultimo lavoro contenente brani di inediti di sua composizione. L’album è nato dalla collaborazione con i RocketNumberNine ed è stato prodotto da Four Tet con lo straordinario aiuto di Robyn. Composto da 10 tracce, registrate e missate in poco più di 5 giorni, “Blank Project” esce per Smalltown Supersound e segue “The Cherry Thing” del 2012, il precedente album contenente nuove versioni di brani di The Stooges, MF Doom, Ornette Coleman e molti altri, realizzato in collaboorazione con il gruppo free jazz noise The Thing. Mentre l’energia e l’attitudine rimangono le stesse dai tempi dei Rip Rig + Panic, musicalmente “Blank Project” è completamente diverso da qualsiasi altra cosa Neneh abbia mai fatto prima, anche perché nasce come mezzo per affrontare tragedie personali. Ciò che emerge sin dal primo ascolto è la sobrietà dell’album: batteria rilassata e scarso uso del sintetizzatore sono gli unici accompagnamenti alla voce scarna e selvaggiamente poetica, in bilico tra spoken e cantato e dal sapore soul, di Neneh.
Lo spazio etereo creato da questa vocalità minimale lascia talvolta spazio ad occasionali sprazzi di rapidi, palpitanti e roboanti parti strumentali. Combinando elementi di beat poetry, avant‐elettronica e bellissime melodie vocali, l’album parte dalla semplice idea di voler creare qualcosa di assolutamente originale. E nonostante le lotte personali, Neneh ha scritto nuovi pezzi tutt’altro che introversi. Come molti sanno, le vicissitudini di Neneh sono incredibili. Ha passato la sua infanzia vivendo a metà tra un loft a New York e il sud della Svezia con sua madre e il patrigno, il leggendario musicista jazz Don Cherry. È cresciuta ascoltando Miles Davis, Allen Ginsberg passava regolarmente da casa loro la sera e quando crebbe, ha avuto la possibilità di entrare in contatto con Arthur Russell, Talking Heads e The Modern Lovers, dal momento che vivevano tutti nello stesso complesso di loft a Long Island (New York). A 14 anni ha cominciato a fare viaggi ad Harlem con Ari Up delle Slits, in un momento in cui pochi si avventuravano così lontano nella parte alta della città. Poco dopo lasciò casa e si trasferì a Londra, passando i successivi 20 anni nel cruciale sviluppo della subcultura inglese. Quando il post‐punk divenne l’emblema della resistenza politica e artistica inglese degli anni ’80, lei aiutò la formazione anarchica, multi‐etnica, multi genere Rip Rig + Panic, e fu una dei pionieri della cultura hip‐hop in Gran Bretagna grazie al singolo ‘Buffalo Stance’ e all’album “Raw Like Sushi” (1989). Anche se per certi versi la sua carriera appartenne alle correnti principali, Neneh rimase sempre fedele alla controcultura. Dall’adesione al movimento post‐punk alla presa di posizione anti‐governativa passando per diverse formazioni interraziali, dal rifiuto del rap made in UK delle convenzioni pop alla connessione del trip‐hop della cultura rave con elementi politicizzanti, passando per l’album del 1996 “Man”, dove Neneh portò all’attenzione del pubblico elementi della cultura e della lingua senegalese collaborando con il cantante Youssou N’Dour nello straordinario singolo ‘7 Seconds’, e adesso con “Blank Project”, Neneh continua ad apparire nel panorama e nella storia della musica quando si avverte la necessità di sovvertire le idee della cultura popolare. Sebbene questo album sia musicalmente audace e innovativo, la volontà di Neneh è sfidare apertamente la propria stasi personale piuttosto che la stasi musicale o sociale.
CD in vendita da Disco Club a partire da mercoledì 26 febbraio 2014 al prezzo di 16,50 €






