Recensioni

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KINKS - Kinks/Kinda Kinks/The Kink Kontroversy (ristampe deluxe edition)

I primi tre album dei KINKS vengono ristampati in versione DeLuxe: l’esordio “KINKS”, il seguito “KINDA KINKS” e il terzo album “THE KINK KONTROVERSY”. Le BONUS TRACKS sono tratte da outtake di studio, versioni alternate, demos e registrazioni per la BBC.

“KINKS” è il primo album della band uscito nel 1964, contiene ora 28 BONUS TRACKS.

“KINDA KINKS”, secondo album uscito nel 1965, contiene 23 BONUS TRACKS.

“THE KINK KONTROVERSY” sempre del 1965 contiene 17 BONUS TRACKS.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 5 aprile 2011 al prezzo di 24,90 €
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GIANT SAND - Swerve

Ha persino vinto un ambito trofeo “Disco(club) dell’anno” (nel 2003). E’ quindi doveroso dare conto della seconda ondata di ristampe per i Giant Sand di Mr Howe Gelb. Dopo gli esordi, arrivano The Love Songs, Long Stem Rant e Swerve (1988, 89 e 90). Entra in scena qui, accanto ad Howe (che era e rimane il padre/padrone del gruppo), il batterista John Convertino (poi protagonista nei Calexico) e prosegue il cammino sbilenco delle Sabbie Giganti attraverso il deserto della musica USA. Le canzoni dei GS alternano attimi di disordine assoluto (rumore, distorsione, scherzi e dissonanze) a melodie impeccabili e passaggi mozzafiato. Swerve, il migliore del lotto, è il punto d’incontro perfetto tra le spinte del rock alternativo (Sonic Youth, Pixies) e il suono della Vecchia America (quella country e folk). Un ripasso più che benvenuto. (Marco Sideri)

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LA CARROZZA DI ANS 3 - Fatback Band

Nei primi anni '80 curavo una trasmissione a una radio libera genovese intitolata La Carozza di Ans (giocando sul mio cognome). Adesso vorrei riproporre sul sito lo spirito che mi aveva spinto allora, segnalando recensioni di dischi ristampati e ai tempi misconosciuti (Ans-evini)

Fatback Band - Let's do It Again (1972)

Let's Do It Again è il primo è, per me, unico grande disco dei FatbackBand. Il resto della produzione è di eccellente qualità, ma molto piu'funky (anche se raffinatissimo), di quello che la mie orecchie possonosopportare. Ma sappiate che, se vi piace il gnere, anche l'operaseconda, "People Music", è straordinaria (tanto da piacere modertamenteanche a me..). Poi negli 80 si sono persi nella disco music, un po comeè capitato a un sacco di gruppi.Si diceva di Let's Do It Again... Il disco è prevalentementestrumentale. Suona come se Booker T e Curtis Mayfield si fossere "fusi"per dare vita a Bill Curtis, anima "cogitante" della Fatback Band.Il picco massimo di Let's Do It Again lo raggiungono le tre covers (unadi Isac Hayes, una dei Bread e una di Glenn Campbell), ma le seicomposizioni originali di Curtis sono altrettanto eccezionali.La line-up originale era composta da Bill Curtis alle percussioni, GeogeWillimas alla tromba, John King Johnny Flippin rispettivamente allachitarra e al basso, Earl Shelton al sassofono e al flauto George Adams.Anche se leggendo la tracklist dei primi due album alcune delle canzonivi saranno note, aspettatevi sia nell'esecuzione che nell'arrangiamentoqualche cosa di estremamente diverso e, sopratutto, piacevole.Racchiude elementi di funk, di psichedelia, di hip hop primordiale e,persino in alcuni passaggi, di free jazz. (Andrea Ansevini)

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GILGAMESH - Gilgamesh (ristampa Esoteric 2011)

Nel 1981, moriva di leucemia, a soli trentaquattro anni, Alan Gowen, uno dei più talentuosi e misconosciuti tastieristi britannici degli anni Settanta. Messoci in luce con i National Health, i Soft Heap e Hugh Hopper, il keyboards-wizard inglese iniziò nel 1971-1972 con i coltraniani Sunship (affiancato da Allan Holdsworth e Jamie Muir, poi nei King Crimson): nulla di loro è stato purtroppo mai pubblicato. In compenso, esce ora la ristampa a lungo attesa (se n'era avuta solo una rara riedizione giapponese) del debutto dei Gilgamesh, band con la quale Gowen esordì per la Virgin, nel 1975. Si tratta, giusto per mettere le mani avanti, di un'autentica gemma: una vera perla a cavallo tra jazz rock, progressive e scuola di Canterbury. Il gruppo, un quintetto, ci delizia con cascate di note spezzate, fantasia a grappoli, una grande libertà creativa sposata – qui sta il pregio – con il rigore di una disciplina collettiva in cui ognuno trova il proprio ruolo in armonia con gli altri. Non vi è un assolo di troppo, nessun virtuosismo fine a se stesso: semmai, le eccezionali doti tecniche di Gowen e compagni si pongono al servizio della musica, con fasi ora più sostenute e quasi funk alternate ad altre, in cui la tessitura sonora si fa più melodica e meditativa. Al moog Gowen è a dire poco straordinario, incisivo come pochi, in gradi di colorare con sprazzi improvvisi di luce contorni rimasti sino ad un attimo prima in ombra. Il risultato finale racchiuso in queste otto tracce, sovente raggruppate a suite, è di notevolissima raffinatezza. Gilgamesh è uno dei più grandi dischi di fusion, nel senso più pieno della parola, dei '70 (non solo europei), ma anche l'occasione per riascoltare, finalmente, un immenso tastierista e sintetista, scomparso troppo presto (Davide Arecco)

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UTOPIA – Oblivion / Pov / Redux (ristampe Esoteric 2011)

Tornano finalmente disponibili, grazie alla Esoteric, gli ultimi due dischi degli Utopia, usciti rispettivamente nel 1984 (Oblivion) e nel 1985 (Pov). Si tratta per la precisione del nono e del decimo album della creatura di Todd Rundgren. Con Oblivion e Pov l'art rock del gruppo viene aggiornato in chiave anni Ottanta: il sound è sempre molto pomposo, epico e spaziale, ma anche assai tecnologico e freddo, con belle atmosfere contigue alla new wave e timbriche quasi geometriche che traducono in una nuova veste il pop di cui Todd Rundgren è maestro ineguagliato. Fondamentale, come sempre, l'apporto alle tastiere del grande Roger Powell (già con David Bowie – in Stage, 1978 – e solista da riscoprire). Sempre la Esoteric ha rimesso in circolazione anche Redux, testimonianza live della reunion degli Utopia per una serie di concerti in Giappone, nel maggio 1992: quasi ottanta minuti di musica, con una superba carrellata sui classici della band. Viene persino ricuperata la mitica The Ikon, pezzo forte del disco con cui gli Utopia debuttarono, nel 1974. Tre riproposizioni, insomma, che sono qualcosa di più della sola e semplice operazione nostalgia. Per chi poi volesse avvicinarsi al mondo di Rundgren l'opportunità è davvero ghiotta. (Davide Arecco)

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THE FALL - This Nations Saving Grace

Un altro classico della discografia dei FALL viene ristampato in versione deluxe con 3 CD .
Oltre all’album pubblicato nel 1985 ci sono 2 CD infarciti di versioni alternative, rough mixes brani tratti dai singoli e Jon Peel sessions.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 15 febbraio 2011 al prezzo di 22,90 €

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