E meno male che Guy Garvey aveva deciso di prendersi un anno sabbatico per scrivere canzoni in America. Speriamo che risucceda, se trova anche il tempo di scrivere i migliori brani di sempre degli Elbow, o, per usare altre parole, le più classiche ed elbowiane delle canzoni alla Elbow. Il titolo, apparentemente criptico, dice già tutto: "il prendere il volo ed atterrare di tutte le cose". Cioè la vita. In quella declinazione di dolcezze e furori, strazi e meraviglie delle quali non si può che rendere atto. A trasformarle in nobile arte pop ci pensano gli Elbow da Manchester: con canzoni lunghe, magnifiche e, sottotraccia, magnetiche. Archi, tocchi di elettronica, fugaci sprazzi di psichedelia potenziano l'abilità compositiva di sempre. Tanto grande quanto apparentemente dimesso, il quintetto di Manchester non sbaglia più un colpo. (Guido Festinese)






