Jazz

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ImageUn apparente ossimoro come titolo per un McLaughlin che torna all’elettrico (a tratti addirittura all’elettronico) dopo la parentesi acustico-orchestrale dell’ultimo disco. Robustamente coadiuvato (Bill Evans al sax, Dennis Chambers alla batteria, Vinnie Colaiuta al basso) il chitarrista inglese aggiorna il concetto di fusion, globalizzandolo con le incursioni vocali indianeggianti di “Dear Dalai Lama” e di “Mother nature”, ripartendo dalla lezione dell’ultimo Davis e fortunatamente rimanendo ben distante dal suono GRP, l’etichetta che negli anni ’80 celebrò il funerale del jazz-rock.
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ImageIl disco ‘solo’ è un appuntamento irrinunciabile per ogni musicista jazz: Rubalcaba, quarantatreenne pianista cubano scoperto molti anni fa’ da Dizzy Gillespie, ha deciso di affrontare questa prova scegliendo un repertorio a lui ampiamente conosciuto:
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ImageProdotta da T-Bone Burnett, accompagnata da un gruppo di ottimi musicisti, finalmente il disco che aspettavamo da parte della miglior cantante jazz in circolazione. Dopo le ultime delusioni, la bella Cassandra lascia da parte orpelli e levigatezze, per regalarci un disco scarno, essenziale, composto da quattro brani da lei scritti insieme ai membri della band e altri sei di un repertorio finalmente in grado di esaltare il suo timbro vocale ombroso e malinconico. C’è il folk di “Easy rider” e “Red river valley” in duo con la chitarra di Colin Linden, il blues di “I want to be loved” di Willie Dixon con quella di Keb Mo, la trascinante e ballabile “I go to Mexico”, la ritrovata vocalità jazz di “Lost” in duo ancora un chitarrista ed è Marc Ribot. La tradizione riletta con moderna eleganza. (Danilo Di Termini)

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ImageA due anni dal fortunato volume uno e con alle spalle una lunga serie di concerti in Francia e in Italia (il 19 aprile sono all’Archivolto), ancora “Musica nuda”; Petra Magoni, voce e Ferruccio Spinetti, contrabbasso, ripropongono la formula di scarne cover a 360 gradi: Beatles, Madonna, Gloria Gaynor, Händel con l’aggiunta di sei titoli originali.
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Image Dopo Ornette Coleman il San Francisco Jazz Collective, emanazione di un’organizzazione che ha tra le finalità l’educazione al jazz, dedica il nuovo disco, registrato durante una serie di concerti nella primavera scorsa, alla musica di John Coltrane.
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ImageA Barcellona ha sede la Fresh Sound di Jordi Pujol, da un lato ammiratore del ‘west coast jazz’ anni ’50 e ’60 di cui ha ristampato molti titoli introvabili; dall’altro inesauribile scopritore di talenti soprattutto in ambito ‘mainstream’, quel jazz che predilige l’evoluzione progressiva alla rottura improvvisa.

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