Jazz
Discograficamente parlando il 1972 è un anno molto particolare per Duke Ellington: i due dischi fino ad oggi disponibili - “Live at Whitney” in trio e “This one for Blanton” in duo - sono delle vere e proprie eccezioni in una produzione in grandissima parte dedicata all’esecuzioni per orchestra. A confermare la singolare tendenza ne arriva oggi uno addirittura in piano solo, con l’eccezione di qualche brano in cui il Duca accompagna, da par suo, i cantanti Anita Moore e Tony Watkins, e quattro bonus tracks provenienti dai bis di un concerto del 7 novembre 1969, eseguite dal solo quartetto rimasto sul palco dopo l’uscita dell’orchestra (c’è Wild Bill Davis all’organo). Ma torniamo al piano solo, formula da sempre affascinante per la relazione necessariamente peculiare che s’instaura tra esecutore e ascoltatore: appena risuonano le note di “The Anticipation” come per magia tutto scompare e la musica prende il sopravvento.
Il violoncello non è esattamente il primo strumento che vi viene in mente se pensate all'iconografia “classica” del musicista jazz con strumento imbracciato. Non è neppure il secondo o il terzo, e bisogna fare uno sforzo di memoria per ricordarsi di qualche episodi o sul fratellino minore del basso di Ron Carter o di Dave Holland. La primogenitura dell'uso del legno intonato un'ottava sopra il contrabbasso va a Oscar Pettiford, che cominciò ad usarlo per ovviare ai danni di un incidente tra il '49 e il '50, continuando poi ad alternarlo al più ingombrante strumento per il resto dei suoi giorni. Mike Richmond, bassista solidissimo e autore di un metodo che i cultori delle corde spesse usano in tutto il pianeta, quasi mai è stato associato in modo automatico al violoncello, eppure il suo è un amore stagionato e ribadito nei decenni. Adesso arriva questo notevole cd tutto dedicato all'Oscar Pettiford violoncellista jazz, e non c'è una sola traccia debole o che non riservi belle sorprese e immaginazione dalle dita o dall'archetto del Nostro. Che ha scelto con acume tra le composizioni di Pettiford: ad esempio valorizzando Why Not? That's What?, in pratica una risposta alla protervia un po' blasè di Miles Davis e della sua celeberrima “So What”, o scegliendo di chiudere in un climax danzante con Oscalypso, un titolo che si commenta da solo. Eccellenti gli altri della band, a partire da Peter Zak. (Guido Festinese)
Altri articoli...
- ANTONIO FARAÒ - Eklektic
- BILL EVANS TRIO - On A Monday
- LOUIS SCLAVIS DOMINIQUE PIFARÉLY VINCENT COURTOIS - Asian Fields Variations
- FOREBRACE - Steeped
- RALPH TOWNER - My Foolish Heart
- JULIAN & ROMAN WASSERFUHR - Landed In Brooklyn
- MIRKO SIGNORILE - Open Your Sky
- GIANLUCA ALESINI - Ossigeno
- MOSTLY OTHER PEOPLE DO THE KILLING – Loafer’s Hollow
- AKI TAKASE & DAVID MURRAY - Cherry – Sakura
- KATHRYN WILLIAMS & ANTHONY KERR - Resonator
- LEE KONITZ - Frescalalto
I più letti
- 23 aprile 2022 - 15 anni di Record Store Day
- Il 19 dicembre 1965 nasce a Genova il negozio di dischi più vecchio della città: Disco Club.
- THE BEATLES
- DISCO DELL'ANNO DI DISCO CLUB 2009 - Le Playlist
- DISCO DELL'ANNO 2012
- DESIERTOS - La Spagna e i luoghi del western
- CLOCK DVA - Post Sign
- MARK-ALMOND - Una band leggendaria e misteriosa
- DISCO DELL'ANNO 2013 - Classifica provvisoria e liste
- BLUR - All The People Blur Live At Hyde Park







