Jazz
Nel 2015 durante una residenza a Marciac (sì, ci sono paesi che offrono residenze ad artisti per portare a compimento progetti musicali!) il giovane sassofonista Emile Parisien concretizza in un concerto l’idea di un quintetto trans-generazionale (e trans-nazionale), dai 72 anni del pianista tedesco Joachim Kühn ai 30 del batterista portoghese Mario Costa. “Sfumato”, rivelazione 2016 per la critica transalpina, è una conseguenza (fortunatamente) inevitabile: un “Preambule” delicato e un brano più swingante - “Poulp” - in quintetto con il chitarrista Manu Codjia e il contrabbassista Simon Tailleu, ci conducono al cuore del disco, una suite in tre parti (ampliamento di un brano già inciso in passato da Parisien), “Le clown tueur de la fête foraine”, nel quale si aggiungono anche il clarinetto basso di un grande vecchio della musica francese, Michel Portal, e il giovane accordeonista Vincent Peirani. L’atmosfera iniziale da fiera di paese è contraddetta dal secondo movimento, che ben esemplifica la traduzione, “Il pagliaccio assassino del Luna Park”, per una vera e propria pièce teatrale in tre atti. Il “Duet for Daniel Humair” (del cui quartetto Parisien è un membro stabile), tratteggia (in neretto) una delle grandi ispirazioni del disco; l’altra è senza dubbio Ornette Coleman di cui non a caso Kühn è stato uno dei rari pianisti a condividere il palco. Disco eccellente a cui forse manca solo una grande composizione per diventare imperdibile. (Danilo Di Termini)
E' dal 2002 che i percorsi musicali e umani di Paolo Fresu e Uri Caine si incrociano con risultati sempre di assoluta eccellenza: da quando il trombettista sardo chiamò il pianista al “suo” festival di Berchidda. Da allora si sono ripetute le occasioni, dal vivo e negli studi di registrazione. Questo cd raccoglie il meglio di alcune esibizioni al Teatro del'Elfo di Milano del 2015, in cui il duo ripropose l'esperienza già tentata ad Orvieto qualche tempo prima: affrontare ogni volta un repertorio diverso, che spaziasse dal jazz al rock ed alle musiche popular, lambendo anche il mondo della musica classica. Uri Caine in queste operazioni rischiose ed affascinanti, che possono trasformarsi anche in derive kitsch si muove con passo elegante e sicuro, come un danzatore sull'orlo di un abisso: e Fresu ha dalla sua, notoriamente, un filo di suono duttile e inventivo capace di piegarsi e accarezzare ogni contesto sonoro. Così qui troverete un'intesa pressoché simbiotica nello scavo di brani tanto diversi quanto possono esserlo il Minuetto in Sol minore di Bach e una citazione dalla Prima sinfonia di Mahler, Gershwin a braccetto con Almeno tu nell'universo firmata da Lauzi e cantata da Mia Martini. Un grande, eccellente disordine sotto il cielo della Madonnina. (Guido Festinese)
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