Jazz
Billie Holiday, si sa, non ha lasciato eredi: impossibile competere con la sinuosa, drammatica intensità di quella voce senza potenza, ma tutta nervi e lampi e sfumature. Il contrario di Ella Fitzgerald, in pratica. Se però dovessimo indicare una lady in jazz che in qualche modo si è avvicinata senza calchi mimetici alla potenza espressiva di Billie, Abbey Lincoln sarebbe la prima candidata. Cantante, ma anche attrice, poetessa, pittrice, esponente di primo piano di quel movimento per i diritti civili nei neri d'America che oggi registra il triste avvento alla presidenza di un razzista. Abbey, che fu anche moglie di Max Roach, con il marito batterista incise We Insist! Freedom now Suite, il disco del 1960 che fu una vera bomba di fierezza e coscienza afroamericana. Lì era contenuto quel brano drammatico, Driva' Man, storia di un sadico sorvegliante dlle piantagioni che in questo live di vent'anni dopo, 1980, prende ulteriori sfumature espressive. La registrazione arriva dal Keystone in California, locale molto amato dalla sponda psichedelica del rock, e ci restituisce una delle rare occasioni per ascoltare Abbey dal vivo: il fascino discreto e potente assieme del canto jazz senza stucchevole birignao. (Guido Festinese)
A tre anni dal progetto con l’ensemble Prism, da cui viene confermato lo stratosferico batterista Eric Harland, Dave Holland ripropone una formazione in quartetto con Lionel Loueke, chitarrista francese originario del Benin e Chris Potter, da tempo sassofonista di fiducia del contrabbassista di Wolverhampton. Diciamo subito che se in un disco di jazz cercate avvincenti sorprese o inaspettate sterzate verso il futuro, la musica di questo quartetto non fa per voi. Troverete invece un gruppo tecnicamente di altissimo livello e molto affiatato, dal vivo capace di infiammare la platea come hanno confermato le recenti date italiane; e in grado di muoversi indifferentemente tra i ritmi caraibici di “Summer 15” (dove il soprano di Potter non fa rimpiangere il Rollins dei tempi migliori) e “Finding the light”, la falsa ballad sinuosa “Blue Sufi”, l’africaneggiante “Sleepless Night”, con una linea suonata all’unisono da sax e chitarra, e che dopo un breve intermezzo vocale sembra rievocare il free degli esordi di Holland, quello dei dischi con Surman e Mclaughlin. Album comunque interessante per tutti gli ascolti, contrassegnato dalla fluidità musicale di Potter e dallo stile chitarristico di Loueke, sorprendentemente poliedrico. (Danilo Di Termini)
Altri articoli...
- ZOE PIA - Shardana
- LYDIAN SOUND ORCHESTRA - Music for lonely Souls ( Beloved by Nature)
- CHET BAKER QUARTET - Vol. I & II
- GIOVANNI GUIDI - Ida Lupino
- BRIAN CHARETTE - Once & Future
- BRAD MEHLDAU/JOSHUA REDMAN - Nearness
- FRANCO D'ANDREA PIANO TRIO - Trio Music Vol. II
- ACOUSPACE PLUS - Tid
- SPIKE WILNER - Koan
- JD ALLEN - Americana /Musings on Jazz and Blues
- LIVIO MINAFRA - Sole Luna
- BAD PLUS - It's Hard
I più letti
- 23 aprile 2022 - 15 anni di Record Store Day
- Il 19 dicembre 1965 nasce a Genova il negozio di dischi più vecchio della città: Disco Club.
- THE BEATLES
- DISCO DELL'ANNO DI DISCO CLUB 2009 - Le Playlist
- DISCO DELL'ANNO 2012
- DESIERTOS - La Spagna e i luoghi del western
- CLOCK DVA - Post Sign
- MARK-ALMOND - Una band leggendaria e misteriosa
- DISCO DELL'ANNO 2013 - Classifica provvisoria e liste
- BLUR - All The People Blur Live At Hyde Park







