Max Gazzè è uno dei pochi in Italia a rendere originale e vivo un genere tendenzialmente bollito come il pop. Le sue canzoni sono “facilissime”: si fanno ricordare e fischiettare, non disdegnano melodie e ritornelli, vivono di strutture “classiche”; ma, d’altra parte, le permea una ricerca profonda nell’addobbo sonoro, le accompagna un gusto avventuroso e fresco.
Così “canzoncine” in principio solo piacevoli, complici anche testi spesso brillanti, si trasformano in piccole miniature colorate di melodia nostrana. Arrivando, in ultima analisi, a distaccarsi nettamente dal carrozzone del successo radiofonico fine a se stesso. Gradito ospite, fa capolino in “Pallida” un altro “irregolare da classifica”: Daniele Silvestri; a conferma della presenza di una scena musicale viva e pulsante proprio nel cortile sotto casa. (Marco Sideri)





